Cosa sappiamo sugli oli biologici?
‘Dottoressa, ho seguito il suo consiglio! Al posto del burro, per i miei risotti uso solo olio extravergine di oliva, rigorosamente biologico che ho acquistato dal mio vicino… sa, un salutista, un patito dell’agricoltura biologica!’.
Anna è una delle tante persone che arriva nel mio studio, convinta che l’olio extravergine di oliva proveniente da agricoltura biologica sia da preferire a quello proveniente da agricoltura convenzionale.
E’ vero, l’agricoltura biologica è stata un toccasana per la salvaguardia dell’ambien
te, costantemente minacciato dall’impiego, spesso indiscriminato, di pesticidi ed erbicidi di sintesi ma, non bisogna diffondere la convinzione che tutto ciò che è naturale sia sinonimo di sicurezza e genuinità.
In olivicoltura biologica, per combattere l’attacco della mosca dell’olivo, fino ad Aprile di quest'anno, veniva utilizzato il rotenone, un pesticida naturale che si ricava dalle radici di alcune leguminose tropicali (Derris elliptica, Lonchocarpus utilis) e che negli anni ’30 veniva utilizzato nei fiumi, per uccidere i pesci.
Diversi studi, hanno dimostrato come, in soggetti geneticamente predisposti, l’esposizione a pesticidi sia associata ad un aumento di patologie neurodegenerative (1,2) e, nello specifico, ratti sottoposti ad esposizione al rotenone hanno sviluppato sintomi riconducibili alla malattia di Parkinson (5,6).
Le normative italiane imponevano che nelle olive i residui di rotenone non superassero una determinata soglia, ma nessun limite era invece previsto per l’olio ottenuto da olive trattate.
Studi hanno dimostrato che nell’olio d’oliva la concentrazione di rotenone era del 400% più alta a quella consentita per le olive (7,8). Questo si spiega perché la molecola del pesticida, lipofila, all’interno dell’oliva si scioglie nelle minuscole goccioline d’olio, da cui, in seguito al processo di molitura, si ottiene il condimento che portiamo sulla nostra tavola.
Tuttavia, nonostante la dannosità del rotenone per la salute umana non sia stata accertata da studi specifici, i risultati delle sperimentazioni sui ratti evidenziano una sua implicazione nell’insorgenza della malattia di Parkinson.
Proprio per evitare di avere riscontri sull'uomo, gli studi di tipo agronomico e chimico, il primo nel 2002 di Cabras et al., per quanto poco finanziati, hanno cercato di dirigersi nella direzione di provare alla Commissione Europea quanto questo pesticida naturale fosse pericoloso. Finalmente dopo anni, il 10 Aprile del 2008 (Legge 108/2008), il rotenone ha avuto la non iscrizione nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio che prevede l'elenco dei pesticidi ammissibili in Agricoltura Biologica. Questo significa che qualcuno si è accorto che forse, tanto innocua, questa sostanza naturale non era!
Quindi, biologico o no? Non bisogna fidarsi di chi esalta con assoluta certezza ‘è naturale, è più sano’, in quanto i prodotti biologici, allo stesso modo di quelli convenzionali, possono nascondere dei pericoli.
Mentre, per il futuro possiamo auspicare che dagli organi di controllo vengano riconsiderate, senza far passare altri 6 anni, tutte le altre sostanze attualmente utilizzate in agricoltura biologica che potrebbero essere potenzialente pericolose quanto il rotenone.
Bibliografia
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- Casacchia T., Caravita M.A., Perri E., Russo A., Sindona G. (2007): 'Rotenone in organic olive growing and possible risk for human health: extra virgin olive oil quality and safety', Giornata di Studio Congiunto SIB-SINU: Effetti Biochimici e Nutrizionali della trasformazione degli Alimenti, Campus Scienze degli Alimenti- Facoltà di Agraria Cesena (FC), 31 Maggio-1 Giugno 2007.
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ed altri ancora...
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