I bambini obesi aumentano?


L’obesità è oramai definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una malattia sociale per gli importanti risvolti in termini di morbilità sia nell’età evolutiva che nell’età adulta.
La prevalenza dell’obesità infantile in Italia è aumentata come in molti paesi industrializzati: i bambini obesi soffrono di significative morbilità, sia fisiche che psicologiche e sono a rischio di patologie come il diabete, l'ipercolesterolemia, l'ipertensione e l'iperinsulinemia.
A queste 'malattie del benessere' sommiamo il parere degli psicologi secondo cui i bambini obesi sviluppano spesso un’immagine corporea di sè negativa e denotano una scarsa autostima rispetto i bambini magri che invece socializzano di più e fanno sport.

È ormai accertato come l’obesità del bambino e soprattutto dell’adolescente preluda molto spesso a quella dell’adulto e ciò giustifica la necessità di trattare il bambino obeso in maniera mirata considerando le diverse fasce di età e il grado di obesità rilevato.

Negli USA come in Italia, pur se con enormi differenze regionali, un bambino su tre è sovrappeso e oltre il 15% obeso. Un'ipoteca pesantissima per la salute degli anni a venire che porterà l’intera generazione di baby boomers a vivere meno dei loro genitori.
L’analisi dei dati raccolti dai Centers of Disease Control and Prevention (CDC) dal 1999 al 2006, ha documentato uno stallo nella prevalenza dell’obesità-sovrappeso dopo venticinque anni di crescita costante.
É presto per parlare di una vera e propria frenata, dato che il 32% dei bambini americani in età scolare rimane saldamente nel range dell’obesità-sovrappeso. I dati di questo studio provengono dalle migliaia di bambini che hanno partecipato alle National Health and Nutrition Surveys condotte dal Centro di Statistica dei CDC a partire dagli ani ’60. Analizzando i dati degli ultimi due censimenti (rispettivamente del 2003-2004 e del 2005-2006), è emerso che circa il 16% dei bambini di età compresa tra 2 e 16 anni è obeso: una situazione preoccupante considerando che, negli anni ’60-’70, ad essere grasso era solamente il 5% dei ragazzini.
Tuttavia, dal 1999 la percentuale degli obesi-sovrappeso è rimasta bloccata al 32%. Un dato incoraggiante pur nella sua gravità.
Più che una vittoria questo rappresenta uno stimolo positivo a proseguire negli sforzi intrapresi nella lotta alla “globesità” su vari campi mediatici, ma siamo solo all’inizio.

 

 

 

Bibliografia

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