Un caso di Bulimia
"Non pensavo che fosse così brutto", disse Ilaria, di 32 anni, di cui 15 di Bulimia, dei suoi primi anni di abbuffate e purganti.
"A quel tempo vomitavo una o due volte al mese, quando decidevo che non dovevo mandar giù quello che avevo mangiato. Pensavo agli altri che fumavano, bevevano e si drogavano.
Io non facevo niente di tutto questo, così pensai che loro avevano quei problemi ed io il mio".
Quello che è successo ad Ilaria è abbastanza tipico. Sapere che avrebbe vomitato era il pretesto per cedere al desiderio di mangiare sempre più spesso, fino a quando non entrò in un ciclo disperato di abbuffate e "purganti", ai quali ricorreva con una frequenza di due volte al giorno.
Vediamo di capirci qualcosa: cos'è la bulimia?
La bulimia è caratterizzata da abbuffate, cioè l'atto di ingerire grandi quantità di cibo in poco tempo. L'abbuffata è seguita dal tentativo di liberarsi di ciò che si è mangiato e delle conseguenze, tramite la cosiddetta "purga". La persona, infatti, si sente costretta a liberarsi di tutto quello che ha mangiato in più ripetto a quanto aveva deciso fosse sufficiente per vivere.
Non si può affermare che una persona sia bulimica valutando il peso. Infatti queste persone potrebbero essere sia leggermente sottopeso che in sovrappeso, ma anche
nella media.
Caratteristiche principali
A- Ricorrenti abbuffate. L'abbuffata è caratterizzata da:
- mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in situazioni simili;
- sensazione di perdere il controllo durante l'episodio;
B- Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso (vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici,
esercizio fisico eccessivo..;
C- Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano almeno due volte alla settimana, per tre mesi;
D- I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei;
E- L'alterazione non si manifesta solo nel corso di episodi di Anoressia Nervosa.
Chi è vulnerabile alla bulimia?
La Bulimia di solito ha inizio durante l'adolescenza o la prima maturità, in un periodo, quindi, di transizione verso l'indipendenza e quando la tensione è alta e non ci sono altri sfoghi per i conflitti e le tensioni emotive.
Le persone bulimiche tendono a non essere sicure di se stesse, cercano l'approvazione e la stima degli altri ed è il giudizio degli altri a determinare il loro valore.
Come progredisce il disturbo?
Ciò che comincia come un tentativo per controllare il corpo ed il peso, rapidamente diventa un comportamento non più controllabile.
All'inizio, il cibo fa sentire la bulimica più calma e meno sotto pressione quando è agitata. Poichè questo funziona, la bulimia diviene un modo per affrontare stati emotivi spiacevoli. Da qui la persona penserà sempre di più a mangiare e a "purgarsi", organizzando la sua giornata in base a quando mangerà, a che cosa mangerà e a come si libererà delle calorie. A questo punto la bulimia, inevitabilmente, avrà il sopravvento e la persona sentirà di non essere più libera di scegliere se abbuffarsi o vomitare e sarà il circolo vizioso della bulimia a determinare la sua vita.
Bibliografia
- Allen Frances, Ruth Ross. DSM-IV-TR Cases Studies, A Clinical Guide to Differential Diagnosis. 2001- American Psychiatric Publishing, Inc
- Michele Siegel, Judith Brisman, Margot Weinshel, Surviving an Eating Disorder: Strategies for Families and Friends, Harper & Row, Publishers, 1988




