Rischi e complicanze mediche nei DCA
Le complicanze mediche più frequenti nei disturbi del comportamento alimentare, sono legate a danni causati all’organismo dal deficit calorico-proteico, dalla perdita di peso, ma anche dalle condotte di eliminazione (come il vomito auto-indotto, l’uso incontrollato di lassativi e diuretici) che mirano al controllo, quasi ossessivo, del peso. 
Questi atteggiamenti hanno, dal punto di vista medico, pesanti ripercussioni sul fisico:
Dentistiche
Il vomito: causa gravi lesioni dentarie (erosione dello smalto) come conseguenza dell'azione acida del succo gastrico che giunge in bocca. L'erosione è irreversibile e colpisce in misura maggiore i denti frontali (nella parete interna), ma non progredisce quando il paziente cessa di vomitare. Il colore dei denti tende al giallo-marrone, aumenta la carie e dopo alcuni anni i denti si scheggiano e cadono;
Gastrointestinali
Rischi di:
- riflusso gastro-esofageo
- ulcere di stomaco ed esofago
- rottura pareti dello stomaco durante l'abbuffata
- alterazione peristalsi intestinale
- aerofagia, stipsi;
Ginecologiche
Una riduzione del corretto apporto calorico può portare ad amenorrea: interruzione del ciclo mestruale per eccessiva perdita di peso e per iperattività ginnica. Nella maggior parte dei casi si normalizza con il recupero ponderale, la riduzione dell'attività fisica e della restrizione alimentare;
Cardiologiche
Gravissimi i rischi cardiaci durante l'abbuffata e il vomito (per carenza di potassio e affaticamento cardiaco), da cui può originare un battito cardiaco irregolare (ipo-potassemia) e bradicardia (riduzione del battito cardiaco);
Ossee
Alterazioni a livello osseo sono principalmente dovuti alla scomparsa del ciclo mestruale. Alto il rischio di osteopenia (riduzione massa ossea e calcificazione) e di osteoporosi;
Endocrino metaboliche
Disfunzioni ormonali
Malfunzionamento tiroide
Neurologiche
Gravi rischi di danni irreversibili
Queste sono le principali conseguenze fisiche dei DCA, ma essendo la malattia di origine mentale la terapia è lunga e complessa: prevede la collaborazione di specialisti diversi, quali lo psichiatra, lo psicologo, il nutrizionista, il medico internista. Nei casi più gravi è previsto il ricovero che dura circa tre mesi e che ha l'obiettivo di arginare l'emergenza a livello fisico e di rallentare l'ansia attraverso la somministrazione di farmaci. Successivamente è necessario un adeguato sostegno psicologico per ricondurre il paziente verso un percorso razionale e ciò deve essere accompagnato da una dieta mirata al recupero fisico.
E' un percorso difficile, ma i risultati dimostrano che di anoressia e di bulimia si può guarire. A patto di accettare la propria condizione e l'idea di farsi curare in modo appropriato.
Bibliografia
Boris, H.N. (1994a) On The Treatment of Anorexia Nervosa. Int. J. Psycoanal.
Gabbard, G.O. (1989), Splitting in hospital treatment. Am. J. Psychiatry, American Psychiatric Press, Washington.




