Dottoressa, ma l'aspartame me lo consiglia o no?


E' la domanda più frequente che le persone che vengono nel mio studio mi pongono, quando, alla fine della nostra chiacchierata, consiglio loro il cucchiano di zucchero o miele, invece che l'aspartame.

L'aspartame, il dolcificante presente nel 90% dei prodotti con dicitura Light o Senza zucchero, meglio conosciuto, per gli addetti ai lavori, come L-alpha-aspartyl-L-phenylalanine-methylester, è una delle tante sostanze artificiali che portiamo inconsapevolmente sulla nostra tavola, e che invito a consumare con moderazione.

Sulle confezioni, la dicitura light viene mostrata a caratteri cubitali cosicché tutti possano vederla e possano essere invogliati a comprare il prodotto, perché attratti dal basso contenuto calorico. Ma sono in pochi quelli che, vanno a verificare quale sia la vera componente che ha sostituito il vecchio e caro zucchero.

Pur avendo la stessa quantità di calorie dello zucchero da tavola (il saccarosio), il potere dolcificante dell'aspartame è 200 volte superiore, questo spiega come mai ne siano necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande light.
Tuttavia a parte il discorso 'dietetico', sulla sicurezza dell’aspartame nei riguardi dei rischi sulla salute, ci sono ancora notevoli dubbi. Diversi studi eseguiti su animali da laboratorio, hanno evidenziato la comparsa di tumori a seguito dell'assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un chiaro rapporto causa-effetto tra l'assunzione e lo sviluppo della patologia, né ha potuto definire il meccanismo d'azione responsabile di tale tossicità.
Tra le ipotesi più accreditate c'è quella per cui la tossicità dell'aspartame sia dovuta alla liberazione nell'organismo di metanolo, di cui sono noti i suoi effetti tossici sulla salute umana.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa succede
Il 10% dell’aspartame è costituito da metanolo mentre, il 90% da fenilalanina e acido aspartico. Due aminoacidi che, se assunti con l’alimentazione, vengono utilizzati dal nostro organismo, normalmente, per i processi biochimici vitali. Tuttavia, quando la loro assunzione non è accampagnata da altri amminoacidi, provenienti per esempio da un pasto proteico, questi diventano neurotossici (1).

Come accade tutto questo

Il metanolo viene liberato gradualmente nell’ intestino quando il gruppo metilico dell'aspartame incontra l'enzima chimotripsina.
L'assorbimento di metanolo nell’organismo è accelerato considerevolmente quando viene ingerito in forma libera, trasformandosi in acido formico ed in formaldeide; entrambi metaboliti tossici per l'uomo.
L'EPA (Enviromental Protection Agency - Agenzia per la protezione ambientale - USA) riguardo alla sua ingestione, afferma che " il metanolo viene considerato un veleno ad accumulo, grazie al bassissimo tasso di escrezione una volta assorbito. Per tutte quelle persone che ne fanno uso abituale, l’aspartame causa danni lenti e silenziosi" causando anche cecità, problemi neurologici e vascolari, tumori, leucemie, difetti nei neonati.
Secondo lo scienziato Guadalupe Garcia dell’Università di Queretaro, il consumo di aspartame aumenta notevolmente anche il rischio di aborto.

Quali discussioni ancora sull'utilizzo dell'aspartame?
Il dibattito sull'uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame.
Anche la Fondazione "Ramazzini" di Bologna ha collaborato a chiarire i dubbi sull'utilizzo o meno dell'aspartame della dieta, e nel 2005 ha pubblicato un lavoro in cui ipotizza un legame tra la formaldeide rilasciata dal metabolismo dell'aspartame e l'aumento dell'incidenza di tumori cerebrali (2).
Dati utilissimi che sono stati tenuti in considerazione dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la quale ha effettuato una valutazione globale degli studi condotti negli utimi vent'anni sul consumo dell'aspartame.
La stessa EFSA propone la dose giornaliera ammissibile di consumo di aspartame (40mg/kg peso corporeo) concludendo che gli studi al momento forniti, non dimostrano con sicurezza la diretta relazione fra l'insorgenza di tumori e il consumo di aspartame, e aggiunge che, non sono, al momento, emersi nuovi dati che giustifichino ulteriori studi, considerate anche le fasce di assunzione più a rischio (es. diabetici o persone che seguono regimi alimentari a basso contenuto calorico) (3).
Per non bastare, un ulteriore studio pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives, ha messo in evidenza gli effetti a lungo termine del consumo di aspartame in dosaggi compatibili con la dose minima giornaliera permessa per il consumo umano e i relativi effetti sulla salute. Tale studio è l'unico che abbia preso in considerazione l'uso del dolcificante fin dai primi cicli di vita e abbia seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, rilevando evidenti indicatori di rischio per la salute umana ed in particolare per i bambini.
L'agenzia europea EFSA non ha al momento presentato un parere ufficiale sui risultati di questo secondo studio.

Quindi come ci dobbiamo comportare?
Da Etologa Nutrizionista per la mia salute e quella delle persone che hanno deciso di farsi seguire da me, preferisco fidarmi di quello che c'è di certo. Ciò non toglie comunque che, io non faccia uso di aspartame. Sono tanti gli alimenti che consumiamo perchè a basso regime calorico (dalle bibite alle barrette) ricchi di dolcificanti; è proprio per questo che mi sento di consigliare di ridurre ulteriormente il consumo di aspartame per le bevande a cui si potrebbe aggiungere dello zucchero o del miele. Come per tutti gli ingredienti industriali e gli alimenti preconfezionati, io consiglio sempre un moderato consumo anche se ne è stata accertata la sua sicurezza in termini di rischi per la salute umana.

 

Bibliografia
Morando Soffritti et al., Europen Journal of Oncology “Aspartame induces lymphomas and leukemias in rats”, Luglio 2005; vol.10, n.2;
Comunicato stampa dell’EFSA sulla sicurezza dell’aspartame Environmental health Perspectives Volume 115, number 9, September 2007.

Webliografia
www.disinformazione.it
La Leva di Archimede. Associazione di Consumatori per la libertà di Scelta.