Le olimpiadi della vita
In questo periodo l’evento sportivo e mediatico dei Giochi Olimpici consente a molti sport di avere una vetrina mondiale in cui mostrarsi e poter apparire in tutto il loro splendore, magari per invogliare anche le nuove leve quantomeno ad avvicinarvisi.
Si passa dalla pallavolo alla scherma, dal nuoto al pugilato, dal calcio alla pallacanestro e così via.
Ogni gara è l’apice degli allenamenti, della preparazione e crescita tecnica, dei sacrifici affrontati per portare avanti la propria carriera sportiva, momenti che valgono un sogno che può essere accarezzato, come infrangersi e svegliarsi prima del previsto.
In questo clima competitivo e spettacolare si può trovare una stimolo tale da far decidere anche a chi non ha mai praticato sport in vita sua di cominciare perché c’è solo l’imbarazzo della scelta nel variopinto carosello che si prospetta davanti agli occhi dei telespettatori.
Al di là dello sport a livello agonistico è un continuo proliferare di questi sport praticati a livello amatoriale e sono in crescita le associazioni sportive che promuovono “l’amatorialità” al fianco dell’agonismo, aprendo così le porte di molti sport a persone che magari sono troppo anziane per gareggiare ma non abbastanza per allenarsi al meglio delle loro possibilità.

L’attività sportiva
La maggior parte delle organizzazioni scientifiche è concorde nel ritenere che le attività fisiche sportive da consigliare sono quelle in grado di determinare un miglioramento dell’efficienza cardiovascolare. Sono consigliate le diverse attività aerobiche (corsa, marcia, bicicletta, nuoto, sci di fondo, ginnastica aerobica, ecc.), di lunga durata e media intensità (anche da praticare in palestra con l’ausilio di specifici simulatori in grado di riprodurre il gesto specifico), in quanto determinano una maggiore spesa energetica per minuto di allenamento che consente un miglioramento di tutti i parametri metabolici e fisiologici compromessi parzialmente con una prolungata sedentarietà.
Il programma motorio, indipendentemente dalle finalità che si propone, deve tenere conto delle condizioni generali del soggetto, della sua abilità motoria e del grado di efficienza fisica residua, delle sue attitudini, della sua “storia sportiva”, nonché del tempo disponibile e del contesto sociale in cui si vive.
Una seduta di allenamento deve in generale prevedere una fase iniziale di riscaldamento, una fase centrale di esercizio fisico più propriamente detto e una fase finale di defaticamento; il carico di lavoro previsto per nel programma di attività fisica deve essere graduale ed incrementato progressivamente.
Oltre ad una indicazione alla pratica di un’attività di tipo aerobico, anche l’allenamento con i pesi (contro resistenza) può essere proposto per ottenere benefici simili a quelli realizzabili con un allenamento di tipo aerobico (di resistenza o di lunga durata). Si può adottare la metodica dei circuiti (circuit-training) che impegnino molti gruppi muscolari con basso carico (pesi di modesta entità, macchine, esercizi ginnici), molte ripetizioni con brevi intervalli di recupero tra una serie e l’altra.
I benefici
L’allenamento condotto con sovraccarichi (pesi) e le attività che comportano un rilevante impegno muscolare, se ben dosati e condotti con i dovuti tempi di recupero, sono in grado di determinare, oltre all’aumento della sezione traversa dei muscoli (aumento di volume o ipertrofia), anche molti altri benefici-adattamenti che coinvolgono i vari organi ed apparati (osteoarticolare, cardiocircolatorio, neuro-endocrino, ecc.): aumento della densità e della mineralizzazione ossea, aumento di volume e ispessimento delle pareti cardiache, bradicardia, capillarizzazione, aumento della secrezione di testosterone e di ormone della crescita, riduzione della massa grassa e altri ancora. Inoltre un atleta ben allenato può migliorare anche le proprie qualità percettivo-cinetiche (percezione, decisione e controllo del movimento) che possono includere prontezza di riflessi, coordinazione neuro-muscolare e abilità o destrezza motoria. Non sono tuttavia soltanto i muscoli a fare di un uomo un atleta e ci sono altre caratteristiche psichiche da far crescere: l’intelligenza, la volontà di affermazione e l’esperienza.
Ed allora cosa aspettiamo?
Dedicare del tempo all’attività sportiva è un impegno che deve trovare il soggetto interessato perché non si può rinunciare al cercare di star meglio fisicamente in tutti i sensi. Basta poco, forza di volontà e serietà nel praticare sport a tutti i livelli, e allora che cosa aspettare? Non è poi così difficile indossare delle scarpe da jogging ed uscire per una corsetta o un giro in bicicletta, non è mai troppo tardi per cominciare ma è fondamentale farlo.
Bibliografia
Fatati G., 2007: Dietetica e nutrizione clinica terapia e organizzazione.
Falcinelli F., 2001: Metodi moderni di allenamento per la preparazione dei pugili.
Un ringraziamento particolare ai miei insegnanti passati ed attuali che mi hanno fatto appassionare ed avvicinare allo sport: Fabio Petricca, Di Gianfrancesco Marco, Cristian Coccia e Giuseppe Capezzera.
- Login o registrati per inviare commenti




