Anoressia? Si, ma inversa


Il Dr. Giuseppe Riggio, conclude il suo articolo sul complesso di Adone con la seguente frase:
“Una domanda è d’obbligo: perché trasformare una pratica importante e salutare come l’attività fisica in un mostro in grado di rovinarci?”
Domanda legittima che non può non richiedere una risposta almeno da un punto di vista squisitamente psicologico e legato ai motivi che spingono la persona a comportamenti autolesionistici.

Tali comportamenti possono essere quindi riconducibili a tutti quei meccanismi che implicano un comportamento ossessivo compulsivo. È necessario fare un cenno su che cos’è il comportamento ossessivo compulsivo. Secondo i DSM – IV tale comportamento viene inteso come <<disturbo caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo. Gli individui con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità cercano di mantenere una sensazione di controllo attraverso un’attenzione minuziosa per le regole, i dettagli futili, le procedure, le liste, i programmi, o la forma, al punto che va perso lo scopo dell’attività. Sono eccessivamente accurati, ed inclini alla ripetizione, prestando una straordinaria attenzione ai dettagli, e controllando ripetutamente in cerca di eventuali errori. Il perfezionismo e gli standard di prestazioni elevati che essi si impongono causano in questi individui malfunzionamento e disagio significativi. Possono impegnarsi talmente in ogni dettaglio di un progetto assolutamente perfetto che tale progetto non viene mai ultimato. Gli individui con Disturbo Ossessivo-Compulsivo mostrano una devozione eccessiva al lavoro e alla produttività, fino ad escludere le attività di tempo libero e le amicizie. Questo comportamento non è giustificato da una necessità economica. Essi spesso sentono di non avere tempo per dedicare una serata o un fine settimana a qualche uscita, o solo per rilassarsi. Possono continuare a posticipare un’attività piacevole, come una vacanza, in modo che non possa mai verificarsi. Quando occupano del tempo per le attività ricreative o per le vacanze, sono molto a disagio, a meno che non si siano portati dietro del lavoro in modo da non “perdere tempo”. Vi può essere una grande concentrazione sui lavori domestici (per es., pulizie eccessive ripetute, tanto che “si può mangiare sul pavimento”). Se trascorrono del tempo con gli amici, è probabile che questo avvenga in qualche tipo di attività organizzata (per es., sport). I passatempi o le attività ricreative vengono affrontate come compiti seri che richiedono un’attenta organizzazione e un duro lavoro di controllo. L’enfasi viene posta sull’esecuzione perfetta. Questi individui trasformano il gioco in un compito strutturato (per es., correggere un bambino perché non dispone gli anelli sul paletto nel giusto ordine; dire ad un bambino che fa i primi passi di percorrere con il triciclo una traiettoria diritta; trasformare una partita di baseball in una severa “lezione”). Gli individui con questo disturbo sono rigidamente sottomessi all’autorità e alle regole, ed insistono su una accondiscendenza quasi letterale, senza che si possa fare alcuno strappo alle regole anche in circostanze estreme. Sono talmente preoccupati di fare le cose nell’unico modo “corretto” che hanno problemi a seguire le idee di altri. Questi individui pianificano meticolosamente in dettaglio, e sono restii a considerare modifiche. Totalmente assorti nelle proprie prospettive, hanno difficoltà a riconoscere i punti di vista degli altri. Gli amici e i colleghi possono essere frustrati da questa costante rigidità.>>

Detto ciò, prima di continuare credo sia importante sottolineare il fatto che non si vuole, con tale lavoro, etichettare un determinato comportamento, non ci  faremo quindi trasportare da banali classificazioni sterili; considerando la natura sfaccettata dell’essere umano, infatti, è probabile che nella maggior parte dei casi chi presta molta cura al proprio corpo “palestrandosi” lo fa solo per puro piacere senza per questo andare a scovare, in maniera maniacale, una palese dimostrazione di disturbo psichico.

Questo lavoro è rivolto a tutte quelle persone che, pur perseguendo comportamenti soddisfacenti legati alla cura del proprio corpo, sentono un disagio interiore non ben identificato, e vogliono provare a confrontarsi con una diversa idea.
Come prima cosa esistono delle caratteristiche osservabili che possono aiutarci a riconoscere una persona che soffre di vigoressia, come ad esempio il trascorrere ore e ore in palestra, scrutarsi continuamente allo specchio per valutare lo sviluppo dei singoli muscoli, sottoporsi a diete iperproteiche, pesarsi in continuazione, utilizzare integratori e\o farmaci anabolizzanti. In contrasto con il loro aspetto fisico eccessivamente muscoloso, il vigoressico continua ad essere insoddisfatto dei propri muscoli che continua a vedere gracili e flaccidi.