Lo sport perfetto
Da quando ho terminato gli studi e ho cominciato ad inserirmi nel mondo del lavoro, qualche anno fa, la domanda più comune che amici, clienti e professionisti di altre aree con cui amo confrontarmi, mi pongono è 'ma esiste uno sport perfetto?'.
La domanda, apparentemente semplice, nasconde in verità tante piccole sfumature che mi piacerebbe condividere e chiarire in questa rubrica.
Sono stati molti gli esperti nel settore, che per anni, hanno cercato di analizzare le caratteristiche delle varie discipline sportive così da individuare uno sport che fosse il più completo in assoluto e che fosse allo stesso tempo anche più adatto all’età evolutiva. Il risultato è stato che in realtà un sport del genere, nonostante tanti si accaniscano a dire il contrario, cioè “perfetto” non esiste, e questo perché ogni sport garantisce determinati benefici e allo stesso tempo limiti e svantaggi.
Partiamo con uno degli sport più frequentati in Italia, il calcio. Indubbi sono gli aspetti benefici derivanti dalla pratica di questa attività nazional popolare, che sicuramente incidono sull'aspetto emotivo e sociale: chi non ricorda le urla nelle serate passate a casa di amici davanti una partita dei mondiali, o l'adrenalina che sale prima di entrare in campo nella partita che abbiamo atteso per tutta la settimana.
Ovviamente, accanto al miscuglio di emozioni, sensazioni e serate che solo i veri amanti del calcio possono capire (e sicuramente non le mogli), prendono piede tutta una serie di componenti fisiologiche che non vanno assolutamente ignorate: dallo sviluppo della capacità aerobica al miglioramento della resistenza ad uno sforzo prolungato, nonché all'aumentata concentrazione che non deve mai mancare per non incorrere in incresciosi incidenti, cadute, contusioni, distorsioni o fratture, tipiche di uno sport attivo come questo.
Il tennis è uno sport che, come il calcio, permette lo sviluppo della capacità aerobica e della coordinazione, ma è asimmetrico, con il rischio di incorrere in squilibri a livello muscolo scheletrico o a problematiche relative all’eccesso di sollecitazione sempre e solo di alcune strutture.
Stesso discorso del tennis va fatto per la scherma, che è anch’esso un sport nobile, che migliora la destrezza ma che permette lavori e sollecitazioni sempre agli stessi muscoli.
La corsa, è molto utile per migliorare il sistema cardiovascolare, per sollecitare e risvegliare il metabolismo e la crescita, ma che può risultare in molti casi, noioso (da tenere presente che un obiettivo fondamentale in età evolutiva è soprattutto il divertimento) e rischioso per le ripetute sollecitazioni a livello articolare e legamentoso che si verificano durante la fase biomeccanica della corsa.
La danza, permette lo sviluppo in modo simmetrico della muscolatura e della coordinazione, ma comunque è uno sport rappresentato da gesti tecnici a volte impegnativi, caratterizzati da trazioni ripetute ed energiche a livello tendineo, con il rischio di andare incontro a microavulsioni.
Per finire vorrei sprecare qualche parola in più sul nuoto, da tutti considerato l'unico sport completo.
E' anche vero che prima di nascere si passano 9 mesi in
un ambiente acquatico, e che in acqua si ha una riduzione della gravità e quindi ottimo in caso di strutture con particolari problematiche in scarico e una migliore sensazione per i soggetti obesi, come è vero che l’ambiente umido giova a chi soffre d’asma. Tuttavia bisogna però considerare che la ridotta gravità e la posizione per lo più orizzontale del corpo comporta il rischio di non favorire lo sviluppo della funzione neuromotoria che serve per vincere la forza di gravità sulla terraferma.
Inoltre nel nuoto la respirazione rispetto alla terra è obbligata, forzata e invertita, vi sono alcuni stili che durante l’esecuzione delle fasi tecniche aumentano o riducono le curve fisiologiche, l’acqua porta ad aumentare la mobilità della colonna e soprattutto in soggetti scoliotici tende a peggiorare il difetto posturale, perché in questi particolari casi non si dovrebbe mai mobilizzare la colonna vertebrale.
Da professionista, ma soprattutto da sportivo, posso affermare che è vero che lo sport perfetto non esiste ma, non dimentichiamo che l'attività fisica è alla base del buono stato di salute, di un'ottimale crescita e di un rafforzamento delle strutture anche in età avanzata.
Tuttavia, nel corso delle mie esperienze professionali, non sono stati rari i casi di dibattiti e confronti con genitori poco informati il cui unico scopo era quello di fare realizzare al proprio figlio il loro sogno mai avverato (non ho potuto fare calcio io, diventa calciatore tu). Mi sono trovato a dover ribadire più volte, che non solo non esiste uno sport perfetto ed esente totalmente da rischi , quindi che un bambino di 5 anni non può essere costretto a fare scuola calcio, ma che l'essenza della pratica sportiva è tutt'altra: ognuno deve scegliere lo sport che più lo caratterizza e lo appassiona, che sia la danza classica o il calcio, che sia il nuoto o la ginnastica artistica. Lo sport si sceglie in base alla propria natura o alla propria educazione, che serva come esempio durante la crescita, che sia in grado di trasferire un messaggio preciso e costante: sana competizione, divertimento e gruppo. Un messaggio che se adottato sin da piccoli, diventa di esempio anche in altre sfere personali.
Dal punto di vista tecnico, sta poi al professionista a cui ci si rivolge e sulla base delle competenze professionali che ha acquisito, individuare eventuali controindicazioni, ridurre al minimo i rischi e soprattutto essere in grado di strutturare e programmare l'attività che favorisca, anche oltre lo sport, lo sviluppo completo delle capacità motorie, che rispetti le leggi dell’accrescimento fisico e psicologico, senza determinare un eccessivo stress fisico o emotivo.
Vorrei perciò riportare dei consigli tecnici
Esistono diverse fasce d'età per l’avviamento alla pratica di uno sport e all'attività agonistica, e non sempre le due coincidono.
Calcio: secondo la F.I.G.C. le scuole calcio possono accettare bambini dai 5-6 nella categoria 'Piccoli amici' e i bambini possono disputare il primo vero e proprio campionato dall’età di 8 anni nella categoria 'Pulcini'.
Tennis: l’età giusta per iniziare è tra i 5 e 7 anni, ma con racchette specifiche e comunque affiancando a questo sport una attività globale per combattere l’asimmetria. Ai primi tornei, in realtà partite di minitennis, possono partecipare bambini con età dai 5 anni in poi, mentre i primi tornei veri e propri possono essere disputati dagli 8 anni in poi.
Scherma: l’età ideale per iniziare è a 5 anni, mentre secondo la Federazione Italiana di Scherma possono accedere ai primi tornei bambini dai 6 anni in poi definiti 'Prima lama'.
Corsa: non ci sono limiti di età per iniziare, anche perché il bambino corre sempre, per le prime gare è opportuno iniziare non prima dei 10 anni.
Nuoto: si può iniziare anche a tre anni(molti esperti infatti sono concordi nell’affermare che più si è giovani, migliore è l’adattamento all’acqua), mentre l’età giusta per iniziare a sostenere gare è all’incirca di 9 anni per le bambine e 10 per i bambini.
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