Model Makers: perdere peso come le modelle
E' uno scandalo quello che si preannuncia dal mondo della moda e delle agenzie per modelle statunitensi. Un reality.
Il suo nome è Model Makers, ovvero, i 'Fabbricanti di modelle'.
La rete che l'ospiterà è MTV: le concorrenti vinceranno 100.000 dollari, un personal trainer per un anno e un contratto con una tra le più importanti agenzie della moda americane. Vince chi perde più peso.
Il senso, infatti, è mostrare al mondo e al pubblico come una ragazza, si presuppone in sovrappeso, debba sforzarsi e fare dei sacrifici per diventare quello che vuole essere. Ovvero, magra.
I messaggi sbagliati di un programma tv come questo rischiano di essere tanti.
Fare la modella è difficile e non è un lavoro che si può fare a lungo.
Perdere peso non è salutare, se non si ha necessità. Inoltre, le premesse non sono delle migliori. Gli annunci sul sito dell’emittente cercano giovani che vorrebbero perdere dai 15 ai 35 kg, per diventare modelle e vincere anche del denaro.
Il reality promette di aiutarle a perdere anche 36 kg in tre mesi.
Quindi? Si rischia di spingere le ragazze all’anoressia, che inizia proprio con il controllo ossessivo della dieta e dell’appetito?
Se avevamo qualche dubbio sul fatto che le case di moda obblighino le modelle a stare perennemente a dieta, ora ce lo possiamo togliere.
Abbiamo vissuto l'illusione che qualcosa stesse cambiando: la modella britannica Katie Grren era stata scelta da una celebre casa di lingerie proprio per il suo fisico tutto curve e sensualità. "Hanno fatto un sacco di pubblicità alla decisione di lanciare finalmente una modella con delle curve vere - ha confessato la nuova testimonial al News of the World - e invece mi hanno detto che dovevo perdere peso e diventare come tutte le altre ragazze che sfilano in passerella, se no ero finita. Pensavo fosse uno scherzo".
La Green è una formosa taglia 44: pesa 65 chili su quasi un metro e ottanta di altezza. Troppo per l'agenzia che ha ritenuto ci fossero almeno 12 kg di troppo e due taglie oltre il consentito.
Fortunatamente questa ragazza ha deciso di mollare dichiarando che questo avvenimento le ha davvero aperto gli occhi sul mondo della moda e sulle continue pressioni a cui sottopongono le modelle, costringendole ad essere sempre più magre.
Un'altra modella vittima della moda si chiamava Ilanit Hila Almaliach, un’israeliana di 34 anni che era arrivata a pesare nemmeno 30 Kg prima di spirare. La ragazza ha iniziato a smettere di mangiare perché un’importante agenzia le aveva detto che per lavorare doveva perdere due chili. Poi è scattato quel meccanismo malato che l’ha portata a vivere con l’ossessione del peso, con la voglia di dimagrire sempre di più fino a sparire, fino a morire.
Prima di lei l’ultima modella uccisa dall’anoressia è stata la brasiliana Ana Carolina Reston, 21 anni, 40 Kg per 1,73m. La modella lavorava per agenzie del calibro di Elite, Ford e L’Equipe e viveva con l’ossessione di ingrassare. Si nutriva solo di pomodori e mele che poi, regolarmente, rimetteva.
Quante ancora dovranno essere le vittime dell'anoressia e della bulimia prima che ci si renda conto che siamo di fronte a patologie gravissime?
Il fatto che modelle magrissime riescano ancora a reggersi in piedi su una passerella non significa che “non stanno poi così male” come qualcuno ha osato insinuare. Molte di queste ragazze perdono denti, capelli e non hanno più le mestruazioni, chiaro segno di autodifesa di un corpo senza forze.
Come professionisti, non possiamo esimerci dal denunciare la gravità del fenomeno e sollecitare un impegno concreto da parte degli attori della Moda e delle Istituzioni. Si tratta di vere e proprie malattie sociali che coinvolgono percentuali sempre crescenti della popolazione, con un'incidenza maggiore nelle donne (95-98% dei casi), ma con una sempre maggiore incidenza anche sugli uomini.
Se per poter lavorare bisogna arrivare a simili compromessi, vale la pena chiedersi se sia meglio rinunciare alla propria vita o a questo lavoro.
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