Iperconsumo e obesità: perché si mangia tanto?


Mi soprendono certe domande che mi rivolgono le mie pazienti 'ma perché adesso si mangia così tanto?', 'come mai la maggior parte delle persone sono in sovrappeso?'.
Bella domanda. E allora dopo aver spiegato loro il mio punto di vista, che è obiettivamente oggettivo, ho deciso di riportarlo pubblicamente, così da stimolare a riflettere tutti coloro che sono interessati all'argomentazione.
In realtà, una risposta la si ritrova subito... basti pensare come il cibo sia costantemente intorno a noi in qualsiasi momento della giornata.
Le stime derivanti da indagini su individui in sovrappeso e/o obesi mostrano dati allarmanti e probabilmente, la motivazione non è da ricercare esclusivamente nella quantità di cibo che si sceglie di consumare, ma anche nella sua qualità.

Cosa è cambiato nella dieta in questi ultimi anni?
Il mondo occidentale continua ad avere a disposizione la stessa tipologia di alimenti da decine di anni, oggi addirittura migliorati dal punto di vista igienico - sanitario.
Non dobbiamo e non possiamo dimenticare l'incremento degli innovativi cibi “light”, senza zuccheri aggiunti, che teoricamente contribuiscono a facilitare il mantenimento di un peso adeguato, ma che praticamente si comportano come tutti gli altri prodotti commerciali.
Infatti, in questi prodotti dietetici, buona parte del grasso è sostituita da amidi oppure da proteine o da fibre e da una maggiore percentuale d’acqua, mentre gli zuccheri sono sostituiti da edulcoranti naturali (fruttosio o lattosio), oppure da edulcoranti artificiali (saccarina, ciclammati, acesulfame).

Perché oggi si mettono su chili così facilmente?
Il problema è che oggi, rispetto al passato “il moderno ambiente alimentare” fornisce un’ampia gamma di occasioni per consumare cibi e bevande di ogni genere. Si va incontro, infatti, ad un vero e proprio consumo facile, che induce un’ampia fascia della popolazione al cosiddetto iperconsumo passivo, in cui i soggetti sono inconsapevoli di consumare prodotti ad alta densità energetica che vengono spinti da una non precisa (ed intenzionale) pubblicità, all'iperalimentazione non intenzionale.
Pensiamo alla semplice bottiglia di salsa di pomodoro che può essere messa in commercio in variabili ben diverse: al gusto di formaggio, alle erbe, al naturale, con verdure, con ortaggi, con frutti di mare, con gamberi...
E lo stesso succede con i piatti pronti di ogni tipo (primi piatti, contorni, secondi, desserts).
Ogni anno saltano fuori nuove proposte di gusto, preparazione e presentazione alle quali non si riesce a rinunciare anche perché più vittime di una vita frenetica e disordinata.
Un’ampia fascia della popolazione, tra adulti e adolescenti ha l’abitudine di consumare pasti fuori casa, aumentando quindi la frequenza assidua dei ristoranti, dei fast - food, dei pasti al volo e il consumo sempre maggiore di bevande troppo energetiche.

Mangiamo troppi alimenti energetici
Il consumatore non sa, il più delle volte, che l’elevata energia di alcuni alimenti è data dalla presenza di grassi e/o zuccheri aggiunti che avranno sicuramente, importanti prerogrative tecnologiche, ma che dal punto di vista nutrizionale hanno uno scarso o nullo valore nutritivo.
Fermiamoci un attimo a pensare a come siano cambiate le cose anche nelle scuole: distributori automatici che forniscono snack, pizzette, arancini all’ora della ricreazione e che favoriscono l’insorgere di abitudini alimentari errate contribuendo allo sviluppo dell’obesità tra gli studenti.
Basterebbe introdurre nelle scuole opportune politiche educative promuovendo una sana alimentazione e modelli di attività fisica salutari (perché non la frutta nel distributore?).

Anche i luoghi di lavoro possono portare ad un cambiamento dello stile di vita portando ad un aumento ponderale, dovuto magari ad una riduzione dell’attività fisica quotidiana ed alla scarsa qualità dei pasti disponibili presso le mense o i self-service degli uffici.