E' Natale: la bulimia va in vacanza?
"Amo le feste natalizie, il senso profondo del Natale, i ritrovi in famiglia, gli amici, le occasioni per brindare assieme. Eppure sono così difficili le feste per me...".
Sono le parole di Paola, comuni alla maggior parte di coloro che soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare, e che in questo periodo vivono il cibo come una continua tentazione e un ripetuto attentato ai patetici tentativi di resistere alla compulsione verso di esso.
Ovunque in questo periodo si offre cibo e si parla di cenoni, di banchetti.
Siamo assediati dalla pubblicità e dalle proposte ipercaloriche dei ristoranti, da scatole di cioccolatini e dolci natalizi. Quasi fosse un obbligo quello di abbuffarsi senza ritegno, pena il venir considerati quelli che rovinano la festa, che non sanno divertirsi.
La sofferenza di chi combatte quotidianamente con l'ossessione per il cibo non va in vacanza, anzi viene accentuata in questo periodo e si trasforma in angoscia e disperazione. Si fanno sforzi enormi per arrivare in una forma fisica perfetta e poi si entra in un circolo
vizioso dal quale è difficile uscirne illesi. Si parte dai buoni propositi, "non posso mangiare, non devo abbuffarmi... " e si finisce per aderire completamente alle errate tradizioni che la nostra società si porta dentro.
Il Natale, quindi, per tutte le persone che soffrono di Bulimia, viene visto come un pericolo e vissuto con un timore intollerabile di perdere quello che si era raggiunto con la dieta, come una minaccia alla propria capacità di mantenere il controllo su di sè e sull'ambiente.
Alla base dei Disturbi Alimentari, però, c'è la paura di non essere accettati: ecco che allora si cede alle tentazioni e appena si assaggia un cibo "proibito" tutti i sacrifici fatti si vanificano in un attimo, crolla la stima di sè, si perde il controllo e si dà il via ad una serie infinita di abbuffate e agli svariati tentativi di superare i fortissimi sensi di colpa, adoperando metodi di compensazione spesso dannosi per la salute.
Il messaggio che voglio mandarvi, cari amici, è di non dimenticarci di queste persone che soffrono e che con il loro sintomo ci chiedono aiuto. Chi rifiuta o abusa del cibo è portatore di un disagio profondo, di un vuoto interiore incolmabile, e ha bisogno di essere capito, amato ed apprezzato per quello che è. Facciamo sentire loro quanto gli siamo vicini e quanto siano accettati da noi indipendentemente dal peso e dalla taglia.
Buone Feste!
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