L'importanza del movimento e dell'educazione


Quando si considera il movimento nella sua accezione di spostamento associato a funzionalità o dinamismo, si innescano una serie di luoghi comuni, strettamente intrecciati tra loro, che finiscono per renderne ambiguo e pericoloso l’uso del termine in ambito educativo. Per questo è necessario sbrogliare il bandolo della matassa al fine di offrirne una lettura secondo la prospettiva della 'Scienza dell’educazione' in modo da comprendere la relazione tra educazione e movimento, per non perpetuare all’infinito fraintendimenti e confusioni che troppo spesso popolano l’universo dell’educazione motoria.
Intanto, quando si chiama in causa il movimento, subito in maniera quasi contraddittoria, si fa riferimento al fatto che esso coincide semplicemente con il compiere delle azioni e al contempo, al pericoloso meccanismo modaiolo secondo cui il movimento sia indissolubilmente intrecciato allo sport, alla bellezza, alla gioventù e alla dieta.

In maniera ricorrente, le riviste, le pubblicità, le televisioni alimentano l’idea che il movimento si soltanto una moda per essere sempre in forma. Quindi, movimento uguale a jogging nei parchi, a dieta equilibrata, a lungo sonno ristoratore.
Le cose si complicano quando a quel movimento si vuol dare una sfumatura “educativa”. Ed ecco che l’educazione si moltiplica, trasformandosi in educazione motoria, educazione fisica, educazione sportiva, educazione psico-motoria... Discipline al cui centro viene posto il corpo ed il suo movimento. L’educazione così si frantuma in una miriade di educazioni, perdendo di vista il fatto che essa non si pone come unitaria non può perseguire i propri scopi, quelli cioè di una formazione che tiene sempre conto della realtà psichica e della realtà corporea dell’individuo, operando costantemente per una loro armonizzazione e fornendo strumenti concettuali di lettura e di interpretazione del mondo.

Il movimento, già dalla stessa etimologia del termine, che deriva dal participio passato motus (per motivus) del verbo latino movere, muovere, mettere in moto, spingere a fare, scuotere, intraprendere, cominciare, partecipa pienamente a questo progetto, tanto che l’educazione non ne può più fare a meno.
L’educazione spinge a muoversi, spinge a provare, sperimentare, andare verso sentieri poco noti.
In assenza di movimento non è possibile educare ed il movimento riguarda sempre il dinamismo fisico e il dinamismo mentale dell’individuo, tanto che l’educazione opera a rendere tale dinamismo sempre più coordinato, trasformandolo in vera e propria motricità, ossia  in capacità dell’individuo di compiere tutti quei movimenti finalizzati all’esecuzione di determinate azioni.
Senza movimento, senza la vita, non può esistere l’educazione. Essa, quindi, riceve impulso dal movimento, se ne nutre continuamente, producendone a sua volta e inglobandolo. In questa direzione, l’educazione, fatta propria l’istanza del movimento, punterà sempre al cambiamento in meglio degli individui, accompagnandoli per tutta la vita nella conquista dell’autonomia e della propria umanità, perché il senso pieno del movimento è in senso dell’energia vitale, dell’educazione, dell’amore per l’uomo, in tutte le sue forme.

 

 

Bibliografia
A.M. “Ricerche Pedagogiche” n° 166 gennaio-marzo 2008