Dimagranti o business?
Da qualche anno non c’è programma di divulgazione scientifica, giornale o rivista (frivola o impegnativa) che non proponga periodicamente ai suoi lettori il tema delle diete.
Il business del dimagrimento ha prodotto diete di ogni tipo: diete raramente corrette e equilibrate il più delle volte assurde e contraddittorie. Questa regressione ha causato spesso lo sviluppo di diete mal gestite tese all’immediato traguardo del dimagrimento e quasi mai, invece, alla nascita di un modello di educazione alimentare e comportamentale che resta l’unica via percorribile per prevenire i rischi dell’aumento ponderale.
Purtroppo a quegli obesi che vorrebbero delegare ai farmaci quanto non è loro consentito dalla pigrizia e dalla cattiva volontà và chiarito che i medicinali oggi disponibili non possono risolvere davvero il complesso problema
dell’obesità.
Oggi, per il trattamento dell'obesità sono disponibili in commercio solo due farmaci, l'orlistat e la sibutramina, altri come fenfluramina (Ponderal), la dexfenfluramina (Isomeride), non lo sono più a causa della loro pericolosità.
Tuttavia, l’orlistat (il cui principio agisce bloccando le lipasi pancreatiche ed impedendo l’assorbimento di circa il 30% del grasso contenuto nella dieta) e la sibutramina (che a differenza dell’orlistat agisce a livello del sistema nervoso centrale inducendo del senso di sazietà e l'incremento del dispendio energetico - fa bruciare più calorie per essere più chiari!) non devono essere considerati come la soluzione al problema del sovrappeso.
La maggior parte delle persone, infatti, dopo essere dimagrite durante il periodo di trattamento farmacologico, una volta sospesa la terapia riacquistano il peso perduto, senza parlare dei numerosi effetti collaterali che questi farmaci hanno sull’organismo. Occore quindi, ricordare che vanno sempre utilizzati sotto controllo medico nell'ambito di interventi generali che prevedano anche una dieta ipocalorica e un programma di attività fisica per brevi periodi di tempo al fine di abituare il paziente a ridurre il consumo di cibo.
Gli altri rimedi in commercio o sono quasi del tutto inutili perché privi di documentata attività (tisane e prodotti di erboristeria) o mancano di prove scientifiche in quanto
fanno perdere solo acqua (diuretici) o la massa proteica piuttosto che quella grassa (estratti tiroidei) oppure contribuiscono solo a fronteggiare la stipsi più che la fame (crusca e fibre varie) o si limitano a fornire un ridotto quantitativo di calorie per confezione (sostituti dei pasti).
Per chi ha tentato inutilmente le mille vie del dimagrimento vale la pena precisare che non tutte le forme di obesità hanno la stessa ricaduta negativa. Diversi studi clinici concordano sul fatto che l’obesità concentrata a livello dell’addome e del tronco (obesità androide, prevalentemente nei maschi) è certamente la più pericolosa per le sue correlazioni con infarto e trombosi, ma anche la più facile da trattare.
A differenza di quanto si possa pensare, è invece l'obesità ginoide, quella definita a pera, ad essere difficilmente trattabile nonostante le diete e gli errati digiuni.
Dunque non tutti gli adulti in sovrappeso meritano la punizione di sottostare, per il resto dei loro giorni, a diete dimagranti irrazionali e monotone!
Spesso il medico di famiglia o un bravo nutrizionista (suggerisco quest’ultimo!) potrebbe giudicare tollerabile il deposito di qualche chilo di grasso in collocazione ginoide specialmente perché la vita non è eterna e in un anziano ad esempio il prezzo dei continui sacrifici necessari per dimagrire potrebbe superare quello dei probabili benefici!




