Le diete dopo le feste? Dannose secondo il governo


Traggo spunto da un articolo apparso sul quotidiano “Corriere della Sera” del 04/01/2009 dal titolo:
Il governo: diete dopo le feste? Dannose” in cui viene riportata un’opinione del nostro Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali Francesca Martini.
Nell’articolo il nostro sottosegretario, laureata in lingue e letterature straniere, prende una decisa posizione contro le diete eseguite nelle immediate vicinanze delle festività natalizie e invita i cittadini che numerosi si rivolgono a lei in quanto ingannati a non rivolgersi ai dietologi che prontamente spillano fior di euro alle persone con qualche chilo di troppo.

Ora, a parte il titolo di studio che forse non si addice ad esprimere un parere tecnico su un argomento così importante come la nutrizione umana, credo sia leggermente inopportuno demonizzare un’intera categoria professionale che comunque si trova ad affrontare situazioni anche molto difficili dal punto di vista sia fisiopatologico che psicologico. Il fatto che ci sia dei millantatori in giro come in ogni categoria professionale, che ci siano esperti estremamente preparati come anche figure meno preparate, che ci siano onorari di vario tipo (non ci sono solo parcelle da minimo 200 euro bensì anche tariffe ben più abbordabili) la dice lunga sulla generalizzazione sull’estremismo delle dichiarazioni del sottosegretario Francesca Martini.

Come stanno realmente le cose
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In verità poi a seguire ci sono una serie di buoni consigli che sarebbe buona norma mettere in atto, uno su tutti il cambio di stile di vita per ottenere dei effetti reali e duraturi nel tempo nella perdita di peso. Non è errata neanche l’osservazione che difficilmente si riesce a mantenere il peso raggiunto dopo una dieta estremamente ipocalorica (qualcuno ha detto per caso weight cycling syndrome?) ma andrebbe spiegato il perché altrimenti rimane un’osservazione empirica che può lasciare il tempo che trova.
In fin dei conti è giusto fare delle osservazioni ma è errato non indicare un ruolo chiave che invece andrebbe rivalutato quale quello del nutrizionista inteso come educatore alimentare e non solo come dietologo.

Cosa andrebbe fatto?

Dato che ci troviamo all’inizio del nuovo anno con tutti i buoni propositi che ognuno di noi ha ben in mente non sarebbe sbagliato anzi, potrebbe essere una motivazione aggiunta, quella di mettersi ben in testa di far qualcosa di realmente efficace per correggere le proprie errate abitudini alimentari e uno stile di vita troppo poco attento al proprio organismo.

Trovare quei 20-30 minuti quotidiani per muoversi nel vero senso della parola, seguire delle norme alimentari corrette, non eccedere nel consumo di zuccheri semplici, abbassare il rischio cardio-vascolare che un eccessivo sovrappeso ci porta in dono, essere diabetici ma riuscire a non odiare i pasti, mettersi in testa che ce la si può fare ma con qualcuno competente che dica e decida il da farsi.

Tutto questo non è errato ma è anzi auspicabile, perché non ci sono limiti alla propria forza di volontà, perché la parte più dura è rialzarsi dalle batoste della vita quanto più dure sono state e tanto maggiore sarà la soddisfazione dell’avere raggiunto il proprio realistico obiettivo.