Mangiare tantissimo... non sempre è fame


Il Binge Eating Disorder (BED) o Disturbo da Alimentazione Incontrollata è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da presenza di "abbuffate" non accompagnate da strategie per compensare l'eccessiva ingestione di cibo.
Le persone affette da tale disagio sono 'disturbate' da un punto di vista alimentare e psicologico, che non significa, assolutamente, che siano persone 'malate'.

Difficilmente viene diagnosticato correttamente, tant'è che la persona che ne soffre non immagina neppure di essere affetta da questo disturbo dell'alimentazione. Ma concentra la propria immagine e le proprie emozioni, principalmente, sull'aspetto fisico 'sono grassa, devo dimagrire.. prima o poi lo farò'. E queste persone, puntualmente, eseguono tutta una serie di procedure assolutamente sbagliate, fidandosi di professionisti che promettono loro di farle diventare delle modelle, senza neppure capire il perché, il soggetto in questione, abbia preso peso.
Infatti, capire il BED, presuppone una profonda conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare e dell'obesità, che difficilmente chi non è del settore, riesce a riconoscere.

I criteri diagnotici per il BED, che noi psicologi utilizziamo, sono quelli pubblicati nel manuale DSM IV, e sono:

1. Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive. Un’abbuffata compulsiva è definita dai due caratteri seguenti (entrambi necessari).

  • Mangiare in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili;
  • b. Senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

2. Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:

  • Mangiare molto più rapidamente del normale;
  • Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno;
  • Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;
  • Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;
  • Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo.

3. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
4. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno due giorni la settimana per almeno sei mesi.

Il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.

Possiamo, quindi, distinguerlo dalla Bulimia perchè questi soggetti non utilizzano comportamenti di compenso (vomito, lassativi, intensa attività fisica) per controbilanciare le conseguenze delle abbuffate. Inoltre le pazienti bulimiche, di solito, sono normopeso (o leggermente in sottopeso/sovrappeso) al contrario di questi soggetti che risultano in sovrappeso.
A differenza della Bulimia, le pazienti con crisi di alimentazione incontrollata non hanno comportamenti dietetici restrittivi: questi soggetti non riescono a limitare l'introito calorico. E' da tener presente, infine, che l'abbuffata è caratterizzata da perdita di controllo sul cibo e funge spesso da "anestetico emozionale"; questo è un elemento utile per differenziare l'obesità dai disturbi alimentari.

Da un punto di vista psicologico i soggetti affetti da BED valutano il loro valore con l'ago della bilancia e con le forme del corpo. Il loro unico obiettivo è quello di perdere peso velocemente e, proprio per questo motivo, molto spesso, si rivolgono nei centri di dimagramento.
Questa àncora di salvezza, però, si può trasformare in un vero e proprio calvario: infatti se non si incontrano professionisti preparati e in grado di riconoscere il disturbo queste persone vengono sottoposte a diete, massaggi, trattamenti "miracolosi" che eliminano l'apparente disturbo per un breve periodo di tempo, ma non fanno altro che prolungare e peggiorare la sofferenza sottostante e il senso di inefficacia.

Mi rivolgo, dunque, a tutti i professionisti del benessere (istruttori del fitness, personal trainer, laureati in scienze motorie, fisioterapisti, estetiste, massaggiatrici) che hanno a che fare, in qualche modo, con il peso, l'estetica, il corpo, la nutrizione e i suoi disturbi: Non è possibile operare singolarmente, consigliare diete senza averne il titolo e soprattutto senza alcuna preprazione in merito. Significherebbe approfittarsi della sofferenza altrui, di abusare della debolezza di soggetti che hanno bisogno di un aiuto diverso. Lavorare con professionalità significa imparare a riconoscere i propri limiti, senza rischiare di rovinare la salute del cliente.

Piuttosto, se veramente si crede nell'importanza del lavoro che si svolge, è importante tenersi informati e aggiornati, è importante crearsi dei canali di comunicazione con medici, nutrizionisti, psicologi così da lavorare in sincronia aiutando realmente chi ha bisogno di ritrovare serenità e piacere di vivere.