Mobbing, ansia e fame nervosa
Le vessazioni, gli abusi e i soprusi perpetrati sul luogo di lavoro sono sempre esistiti, ma solo di recente l’interesse per tali fenomeni ha spinto alcuni studiosi a cercare di descrivere i “particolari” processi interattivi che si sviluppano tra colleghi o tra dipendenti e dirigenti nelle organizzazioni di lavoro.
Nel nostro Paese, negli ultimi anni, si è discusso molto, con grande risonanza sui mezzi di comunicazione, dell’importanza di avere un ambiente lavorativo di supporto all’individuo, che favorisca la cooperazione e che consenta a ciascun dipendente di mantenere la propria identità.
Di conseguenza si è focalizzata l’attenzione sui quei fattori che possono pregiudicare non solo la salute psicofisica del lavoratore, ma anche la prestazione lavorativa stessa.
Da qualche anno, ormai, tali fattori vengono raggruppati e definiti con il termine di mobbing; ossia forma di violenza psicologica sul luogo di lavoro perpetrata dai colleghi e dal capo al fine di costringere il dipendente ad allontanarsi ricorrendo al licenziamento come unico mezzo di difesa.
Il termine è stato usato per la prima volta da studiosi di psicologia del lavoro, ed è entrata prepotentemente a far parte di molte culture.
Nasce il mobbing
Il primo ad utilizzare questo termine fu Leymann (1990) che, mutando il suo significato dall'etologia, dove indicava un comportamento aggressivo che certi tipi d’uccelli mettono in atto contro altri volatili intenzionati ad invadere il loro nido, lo adotta per spiegare il comportamento antisociale nelle organizzazioni di lavoro.
La parola mobbing deriva dall'inglese to mob che significa attaccare, assalire tumultuando, affollarsi attorno a qualcuno.
Molti studiosi hanno tentato di precisare quali potessero essere le fondamenta teoriche e i costrutti empirici del fenomeno in questione e, nonostante i numerosi studi, ancora oggi si ricercano i fattori a cui poter attribuire la genesi di un malessere sociale di tale entità.
La dimensione, la gravità e gli effetti del mobbing, dove spesso le violenze e le molestie sono frutto dell’incontro tra desiderio di potere e perversione nel soggiogare l’altro, risultano essere dannosi non solo per le vittime colpite, direttamente o indirettamente, ma anche per le aziende e per lo Stato qualora si ragioni in termini di costi sociali.
Tutti gli sforzi di chiarimento in tale direzione si sono rivelati certamente importanti e hanno contribuito ad aumentare la conoscenza sul fenomeno, ma poco ancora si sa sulle delicate dinamiche che si sottendono ad esso.
Pur mostrando delle caratteristiche comuni, sia nel modo in cui viene messo in atto, sia per gli effetti nocivi sulle vittime, il mobbing presenta la particolarità di riuscire a sfruttare i diversi aspetti culturali dell’ambiente circostante, tanto da mostrare caratteristiche peculiari diverse da paese a paese.
In Italia, rispetto agli altri paesi, si è ancora indietro nello studio del mobbing e per ciò che riguarda lo sviluppo degli strumenti atti ad individuare il fenomeno all’interno delle organizzazioni.
Si è ritenuto interessante considerare, in una ricerca universitaria, la correlazione tra malesseri legati a sintomatologie ansiose e fattori di personalità attraverso un test autovalutativo, chiamato Questionario Big Five (B.F.Q.).
È interessante notare la distribuzione, in percentuale, dei malesseri accusati dai soggetti. Il 36,4% accusa mal di testa, il 34,4 accusa stanchezza e irritabilità, il 27,6% astenia, il 24% insonnia e così via.

Distribuzione dei malesseri accusati dai soggetti.
Nello studio condotto si è cercato di capire se esiste una correlazione tra la personalità e il mobbing; in altre parole si è cercato di capire se soggetti con specifici tratti di personalità potessero essere maggiormente sottoposti a vessazioni. In realtà non è stata scoperta nessuna correlazione, ciò significa che tutti possono subire mobbing indipendentemente da caratteristiche legate alla personalità. Tutti quindi possono cadere nell’intricata rete delle vessazioni e questo di conseguenza causa depressione.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| 352_strumento_valutativo_mobbing.pdf | 153.81 KB |
| 352_valutazione_psicologica_mobbing.pdf | 47.23 KB |
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