Con anticoagulanti ridurre vitamina K... ma l'osteoporosi?


Mi è capitato di ricevere nel mio studio, diversi pazienti che seguono terapie con anticoagulanti, e puntualmente, davanti un referto con basso indice I.N.R. (International Normalized Ratio) mi viene chiesto: “Come mai si è così abbassato? Non è che per caso sono state le verdure che ho mangiato l’altro giorno?”. Vorrei ricordare che l'indice I.N.R. è un valore numerico che viene preso come riferimento per chi è sottoposto a tale terapia il cui range terapeutico è 2 - 4, considerando che una persona non in terapia ha come valore di questo indice 1.

In effetti chi segue questa terapia deve sapere che un antagonista di questi farmaci appartenenti alla famiglia dei cumarinici (sintrom, coumadin, warfarin) è la vitamina K. Ciò comporta una ridotta attività del farmaco a seguito dell’assunzione di molta Vitamina K con conseguente abbassamento dell’indice I.N.R. rispetto al previsto a seguito di un determinato dosaggio.

E allora come regolare l’alimentazione

La vitamina K venne identificata nel 1926 e sta per Koagulation Vitamin. La principale fonte di Vitamina K è il fillochinone contenuto nei vegetali,

in particolare una maggiore concentrazione di questo composto è presente in quelli a foglia larga ma notevoli quantità sono inoltre contenute in vegetali non a foglia larga, grano, oli vegetali, frutta e prodotti caseari.
Questa vitamina, dopo essere stata assorbita viene inserita nei chilomicroni e quindi trasportata in circolo dalle lipoproteine VLDL (e in minima parte anche da LDL e HDL) per essere ceduta ai tessuti. La vitamina K agisce come coenzima di una carbossilasi determinando l’attivazione di alcune molecole coinvolte nella coagulazione come protrombina e altri fattori coagulativi (fattori VII, IX ed X) e altre come l'osteocalcina e la proteina Gla della matrice a livello dell'osso permettendone il legame ai cristalli minerali delle ossa.
Le principali attività della vitamina K sono quindi costituite dal favorire la coagulazione del sangue (effetto antiemorragico) e dal determinare l’aumento della densità minerale ossea (ruolo nel metabolismo osseo).

Gli alimenti ricchi di vitamina K
Sono diversi gli alimenti ricchi di questa vitamina che possono quindi interferire con l’azione del farmaco assunto: volendo generalizzare ne sono ricchi verdure a foglia larga (spinaci, lattuga, broccoli, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles) e, leggermente meno dotati cereali, carne e latticini. Tenuto conto di questo è bene non eccedere nel loro consumo durante il periodo di terapia anticoagulante ma senza eliminarli del tutto. Assumendo sempre un contenuto simile di vitamina K con l’alimentazione questo apporto non disturba l’effetto della terapia essendo il dosaggio già regolato sulla quantità di questa vitamina presente nella propria alimentazione. Non vanno quindi totalmente esclusi gli alimenti ricchi di vitamina K ma non si deve eccedere oltre il dovuto nel loro consumo quotidiano mantenendo in tal senso una buona costanza alimentare.

Prevenire l’osteoporosi
È però anche vero che l’assunzione di vitamina K ha un effetto positivo sulla densità minerale ossea (B.M.D.) e diminuisce il rischio di fratture ossee. I tipici livelli di assunzione di vitamina K sono al di sotto della quota associata ad una migliore B.M.D. e a un ridotto rischio di fratture e così si rendono necessari maggiori apporti alimentari e supplementazioni. Gli effetti dei farmaci cumarinici anticoagulanti sullo stato della mineralizzazione ossea sono ambigui, con studi retrospettivi che evidenzierebbero un effetto negativo della terapia anticoagulante a lungo termine sul BMD vertebrale e sul rischio di fratture. Degli approfondimenti clinici in merito andranno presi in considerazione con eventuali indicazioni di indirizzare i pazienti che fanno terapia anticoagulante da professionisti della nutrizione in grado di fornire con la dieta quotidiana il giusto supplemento di vitamina K tale da non disturbare il range terapeutico del farmaco e allo stesso tempo di prevenire il rischio di osteoporosi. Non va quindi data a priori l’indicazione alimentare di evitare tutti i cibi ricchi di questa importante vitamina perché sarebbe troppo restrittivo.

 

 

Bibliografia

  • Pearson DA., Bone health and osteoporosis: the role of vitamin K and potential antagonism by anticoagulants. 1: Nutr Clin Pract. 2007 Oct;22(5):517-44.
  • Martin J. Shearer, Paul Newman, Metabolism and cell biology of vitamin K. Thromb Haemost. 2008 Oct;100(4):530-47.