Atkins, A zona, Per Intolleranze: le diete non ortodosse
Si sente parlare sempre più frequentemente di diete “non ortodosse” che, prescindendo dalle regole di alimentazione corretta definite dalle Società Scientifiche che operano in ambito nutrizionale, farebbero perdere il peso in eccesso senza nessun sacrificio e senza nessuna controindicazione.
Lo scopo dell’indagine, che riporto in questo articolo, è quella di verificare se l’aver seguito diete “non convenzionali” influenzi in qualche modo le conoscenze nutrizionali e i comportamenti alimentari dei soggetti che le hanno seguite.
Il campione di esame è costituito da 50 soggetti, che in precedenza avevano seguito diete “non convenzionali”: dieta Atkins, A Zona, “per Intolleranze”.
A questi soggetti è stato chiesto di compilare un questionario composto da 32 quesiti e strutturato in modo da poter valutare le conoscenze acquisite sulle diete seguite e sulle regole di un’alimentazione corretta.
Successivamente lo stesso questionario è stato somministrato ad un campione di confronto, costituito da 50 soggetti che, per problematiche relative al sovrappeso, si erano rivolti ad un centro nutrizionale qualificato.
A questo punto è necessario fare una presentazione delle tre diverse metodologie dietetiche prese in considerazione nello studio:
Dieta Atkins: nel 1975 il dr. Atkins mette a punto una dieta dimagrante priva di zuccheri.
Sono quindi vietati tutti i carboidrati, i legumi, tutta la frutta e anche i latticini che contengono lattosio. Superfluo aggiungere che lo zucchero e tutti gli alimenti che lo contengono sono da eliminare. I formaggi, lo yogurt, la panna e il burro sono invece consentiti, perché lo zucchero del latte, il lattosio, non è presente in questi alimenti che hanno subito un processo
di fermentazione e di acidificazione. Nella dieta Atkins non ci sono limiti per gli alimenti ricchi di grassi o di proteine, e quindi l’alimentazione è composta per la maggior parte di carne, pesce, uova e formaggi, e a ogni pasto 50 grammi di insalata.
La dieta si basa sulla riduzione dell’appetito indotta dai corpi chetonici. La dieta Atkins consente di mangiare qualche alimento glucidico – pane, alcuni frutti – solo dalla seconda settimana e in quantità irrisorie, cosicché il corpo continua a essere
obbligato a produrre corpi che tonici.
Il corpo ha bisogno di zuccheri per funzionare, e quando questi non vengono forniti dall’alimentazione, l’organismo deve attingere dalle proteine della massa magra e fabbricare a partire dai loro aminoacidi il glucosio che serve. Troppo povero di frutta e verdura, il regime Atkins induce una carenza di vitamine, sali minerali e fibre. Stanchezza fisica e psichica, stitichezza, aumento del colesterolo sono altri effetti che la dieta Atkins potrebbe favorire, soprattutto se praticata per lunghi periodi di tempo;
Dieta “A Zona”: La dieta A Zona è un complicato regime alimentare a basso apporto di carboidrati e alto apporto di proteine (esattamente il 40% delle calorie sotto forma di carboidrati, il 30% sotto forma di proteine ed il 30% come grassi). Fu proposta da Sears nel 1995 con l’intento di ridurre la produzione di insulina, responsabile tra l’altro di trasformare i carboidrati in eccesso in grasso di deposito.
La dieta si basa sulla netta riduzione di carboidrati (40%) per riuscire a tenere sotto controllo i picchi insulinemici creati proprio dagli alimenti a base di carboidrati. Questo dovrebbe limitare sia la formazione di massa grassa che la formazione di eicosanoidi “cattivi” che influenzerebbero in maniera negativa lo stato di salute di un soggetto.
Facendo dei calcoli, come previsto dalla dieta A Zona, per valutare l’introito calorico e proteico, il risultato è che tale dieta sia ipocalorica e nettamente iperproteica. Questo alto introito di proteine
potrebbe creare danni al sistema renale sottoposto ad un grande lavoro per eliminare i prodotti di scarto delle proteine ingerite;
Dieta “per Intolleranze”: E’ un regime alimentare che si basa esclusivamente sulla ricerca, tramite varie metodiche prive di un riscontro oggettivo scientificamente valido, di alimenti ai quali si risulta essere “Intolleranti”. Solitamente gli alimenti criminalizzati sono, quasi esclusivamente, quelli a più alto contenuto glucidico e lipidico.
L’eliminazione dalla dieta degli alimenti a cui risulta essere “Intolleranti” porterebbe, con un meccanismo non chiaro, al calo ponderale, e influirebbe in maniera positiva sullo stato di salute. La completa e duratura esclusione di un alimento dalla dieta si ripercuote in maniera inevitabile sull’apporto di sali minerali e vitamine. Tutto questo porta a carenze, anche pericolose, in particolare di micronutrienti.
I risultati dell’indegina hanno portato in evidenza differenze significative tra i campioni in esame (diete “non ortodosse”) ed il campione di controllo (dieta mediterranea) per ciò che riguarda sia le conoscenze in ambito nutrizionale che i comportamenti alimentari. Ambedue questi fattori sono risultati condizionati dalle diete seguite con l’acquisizione di convinzioni errate sulle regole alimentari da parte di chi aveva seguito diete “non ortodosse”.
A conclusione, quindi, possiamo rietenere che le diete “non ortodosse” rappresentano un rischio per la salute non solo nel periodo in cui vengono seguite ma, anche, nel tempo in quanto radicano in chi le ha seguite convinzioni e comportamenti alimentari errati.
Ruolo del nutrizionista, in questo ambito, sarà quello di svolgere un’educazione alimentare attenta per contrastare in modo efficace la diseducazione che arriva da diete che non rispettano le regole di un’alimentazione corretta.
Ringraziamenti:
Prof. Lorenzo Maria DONINI – Università degli studi di Roma “ LA SAPIENZA ”;
Dott.ssa Valeria DEL BALZO – Università degli studi di Roma “ LA SAPIENZA ”.
Bibliografia
- Marcello Ticca - “Informazione alimentare e mass-media” - Alimentazione notizie n° 2 -Anno VIII Giugno 1996;
- ISTAT, unit Struttura e Dinamica Sociale – “Health interview survey, health status and use of health services” – Years, 1999-2000 – http://www.istat.it;
- B. Sears, B. Lawren. - “Come raggiungere la zona” Sperling & Kupfer Editori. Milano.
- Interview by Joan Stephenson - “Low-carb, low-fat diet gurus face off” - Jama; 289:1767-1773;
- Lina Conti – “Allergie ed intolleranze alimentari” – Demetra Edizioni 2005
- Società Italiana di Nutrizione Umana - “Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana”;
- I.N.R.A.N. - Ministero delle Politiche Agricole - “Linee Guida per una Sana Alimentazione”. Revisione 2003;




