Cosa mangiare quando fa caldo
Con l’arrivo dei periodi di vacanza si tende a prestare meno attenzione a diversi aspetti del nostro quotidiano e si protende a una generale rilassatezza che coinvolge anche le abitudini alimentari.
È giusto cercare di rilassarsi e riposarsi il più possibile, ma senza eccedere con la pigrizia arrivando anche a non cucinare affatto, oppure mangiare troppo spesso fuori casa (lasciandosi tentare da piatti tanto ricchi quanto appetitosi).
Il caldo e l’afa che ci attanagliano nel periodo estivo e non solo costituiscono delle condizioni ambientali che non agevolano certo il processo digestivo e uniti alle nuove esperienze che le vacanze portano con sé possono costituire dei problemi quando ci si siede a tavola.
In un clima particolarmente caldo si raccomanda un’alimentazione ben equilibrata e ricca di frutta, verdure e con un aumentato apporto di acqua.
Inoltre c’è la tendenza a voler seguire la dieta pubblicizzata al momento che rischia solo di avere l’esatto effetto contrario al momento in cui si smette e di debilitare eccessivamente l’organismo per via del ristretto apporto calorico consigliato.
Le eccessive restrizioni caloriche propinate da varie riviste (mediamente non si superano le 1200 kcal al giorno) sono da prendere con la dovuta cautela poiché non si può esagerare con le limitazioni proprio nei mesi in cui magari sarebbe necessario sì cambiare qualcosa, ma sicuramente non stravolgere eccessivamente il proprio metabolismo causando scompensi dal punto di vista fisico.
Come regolarsi a tavola
Si può optare per un piano alimentare basato su cinque pasti quotidiani con il maggior apporto di carboidrati nella prima parte della giornata e il maggior apporto di proteine nella seconda parte della giornata. L’apporto di acqua deve essere aumentato
rispetto ai mesi più freddi dell’anno data la maggior sudorazione a cui si va incontro e si raccomanda di non bere un gran quantitativo di bevanda fredda rapidamente ma di fare dei piccoli sorsi per evitare eventuali congestioni.
Una colazione con latte freddo o con succhi di frutta o spremute accompagnata da fette biscottate e marmellata o cereali può essere una buon inizio di giornata. Per i pasti intermedi frutta di stagione e frullati o yogurt ma volendo anche un gelato.
Per pranzo un piatto di pasta condita con pomodoro fresco o pesto o in alternativa un piatto di insalata di riso con contorno di verdure miste a piacere accompagnate da legumi.
Per cena sempre verdura fresca arricchita da carote e cereali e un piatto a base di carne oppure di pesce e frutta a finire. Per le quantità saremo noi a decidere quando dire basta con la consapevolezza che andare in vacanza non significa essere sregolati oltre ogni proprio fisiologico limite. In caso di inappetenza dovuta a condizioni ambientali diverse non forzarsi eccessivamente nell’ingerire alimenti ma prediligere comunque un buon apporto di liquidi di vario tipo e non esagerare con il consumo di alimenti troppo complessi.
Il movimento fisico è consigliabile e stimolante sulla spiaggia grazie a una serie di possibili alternative che vanno dal nuoto al beach-volley passando per la canoa, in montagna prediligere lunghe passeggiate a passo svelto.
Il ritorno a casa
Una volta tornati dalla vacanza si potrà tornare ad un’alimentazione più abitudinaria e regolare senza dimenticare che se si tendeva a mangiare di più, per via delle attività svolte in vacanza, ci si dovrà regolare con le quantità di cibo onde evitare eventuali eccessi ponderali. Si può anche riprendere una leggera attività fisica solo per tonificare il proprio organismo in attesa della ripresa delle “ostilità” che ci aspettano il resto dell’anno.
Bibliografia
Pellati R., 1990: Alimentazione e salute. Sonzogno Editore.
Fatati G., 2007: Dietetica e nutrizione clinica terapia e organizzazione
- Login o registrati per inviare commenti




