Influenza e alimentazione: i consigli del nutrizionista


L’influenza è una patologia infettiva causata da virus della famiglia degli Orthomyxovirus caratterizzata da sintomi sistemici (febbre, malessere generale, cefalea, dolori osteomuscolari, tosse, ecc) comuni a molte altre patologia di origine virale. L’esordio è generalmente brusco e improvviso e la febbre può durare 3-4 giorni.
I virus influenzali sono di tre tipi:

  • Tipo A: è il più  frequente, causa le e pidemie e le pandemie più gravi e può  contagiare, oltre che gli uomini, anche alcuni animali come maiali, cavalli e uccelli ( un esempio è proprio l’influenza suina di cui tanto sentiamo parlare in questi giorni causata dal virus di tipo A/H1N1)
  • Tipo B: contagia prevalentemente l’uomo e anche questo tipo di virus può causare epidemia, ma generalmente provoca patologia più lievi rispetto al precedente;
  • Tipo C: causa malattie di lieve entità a volte anche asintomatiche.

L’influenza modifica le spese energetiche, proteiche e idriche a causa della febbre.
Quest’ultima, infatti, aumenta il metabolismo e di conseguenza il consumo di proteine, mentre il dispendio idrico risulta maggiore a causa della sudorazione.
Nel caso in cui la sudorazione sia particolarmente abbondante anche il bilancio elettrolitico, in particolare quello del sodio, può diventare negativo.

Ecco alcuni consigli nutrizionali che sono utili per fronteggiare le conseguenze negative che l’influenza apporta sulla nostra normale fisiologia:

  • La dieta deve fornire soprattutto acqua, sali, carboidrati e proteine. Sono molto indicate le spremute di agrumi che, oltre a reintegrare le perdite idriche, apportano una buona quantità di vitamina C, per stimolare le difese immunitarie;
  • Per combattere l’inappetenza, che spesso si associa alle sindromi influenzali, si può ricorrere all’uso dei frullati di frutta, delle bevande zuccherate, delle carni bianche e delle composte di purea;
  • È importante bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, per controbilanciare le perdite idriche dovute alla sudorazione;
  • È consigliato frazionare l’alimentazione in piccoli pasti, per distribuire l’apporto proteico, la cui digestione provoca un’elevata spesa energetica sotto forma di calore, che può creare ulteriore disagio al paziente.
  • È opportuno non saltare mai un pasto per non peggiorare il bilancio metabolico negativo.

Nello specifico esistono poi alcuni alimenti che ci aiutano a combattere i sintomi influenzali e tra questi ricordiamo:

  • il brodo di pollo: le sue virtù sono collegate all’attività anti-infiammatoria intrinseca, all’interno dell’alimento troviamo nutrienti che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e delle altre cellule del sistema immunitario. A queste proprietà si aggiungono poi il calore che crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori oltre che effetto fluidificante sul muco.
  • aglio e cipolla: oltre a essere ricchi di vitamine e Sali minerali, hanno proprietà antisettiche ed espettoranti, quindi utili per fluidificare ed eliminare il muco;
  • cavolfiore: contiene minerali e vitamine che agiscono potenziando gi pere e mele cotte: possono essere utili per calmare le crisi di tosse e la raucedine secca;
  • agrumi: utili per l’apporto di vitamine, in particolare la C, potenziano le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.