Gravidanza e sana alimentazione


Una gravidanza fisiologica e senza nessun disturbo è la condizione che posso augurare a tutte le donne in attesa di un bambino. Non c’è nulla di più meraviglioso che essere la parte attiva della creazione di una vita sentendosi in ottima forma.
Non c’è dubbio che un’alimentazione corretta e piacevole possa contribuire a questo stato di benessere e proprio a tale scopo occorre abbattere in primis il vecchio mito secondo il quale la donna in gravidanza debba “mangiare per due”: questo non solo non è necessario ma puo’ risultare dannoso visto che un eccessivo aumento di peso in gravidanza può esporre ad un vasto campionario di complicazioni.
L’aumento di peso ideale è tutto sommato abbastanza modesto: pochi etti nei primi mesi, 1 Kg – 1,5 Kg al mese a partire dal quarto. Seguendo questo semplice ritmo si può giungere al termine della gravidanza con un aumento di peso di circa 9-12 Kg e un bambino perfettamente sviluppato.
Un aumento di peso eccessivo oltre ad esporci a diversi rischi potrà anche portare alla nascita di un bambino molto grosso dovuto ad una eccessiva formazione di adipociti (cellule capaci di immagazzinare i grassi) che se sovralimentato nel primo anno di vita potrà diventare un bambino obeso.
In termini calorici una gravidanza di 40 settimane necessita di circa 80.000 Kcal, che è necessario
aggiungere a quelle introdottegiornalmente, pari in media a circa 300 kcal al giorno. Conviene pero’ limitarsi a circa 150 Kcal aggiuntive nel primo trimestre, circa 200 Kcal nel secondo e circa 300-400 Kcal nel terzo trimestre.
Durante la gravidanza può succedere di soffrire di piccoli disturbi, tipo nausea, vomito e/o bruciori di stomaco con incidenza maggiore nei primi 3 mesi. Dei piccoli accorgimenti che possiamo mettere in atto per limitare l’incidenza di questi fastidi sono:
- bere lontano dai pasti e a piccoli sorsi, diverse volte durante la giornata:
- mangiare 5-6 piccoli pasti nella giornata;
- fare colazione con alimenti secchi.
Questo surplus energetico di cui si ha bisogno in gravidanza è sinergico di una maggiore richiesta da parte della gestante di vitamine e minerali. La donna in gravidanza ha quindi bisogno di non perdere assolutamente alcun nutriente di quelli che introduce con i cibi ogni giorno. Con la cottura, e quindi con il calore, è facile che si perdano soprattutto le vitamine idrosolubili, cioè solubili in acqua, che sono quelle del gruppo B, la vitamina C, la vitamina PP. Delle raccomandazione per limitare al massimo la perdita di nutrienti in seguito alla cottura possono essere riassunte come di seguito:
- ortaggi e frutta: usare poca acqua; non frizionare troppo l’alimento, utilizzare il coperchio per ridurre il contatto con l’aria e quindi i fenomeni di ossidazione;
- legumi secchi: usare molta acqua fredda non salata per evitare che induriscano;
- pasta e riso: usare molta acqua bollente;
- pesce: usare una minima quantità di acqua appena al punto di ebollizione;
- carne: se si vuole un’ottima carne bollita bisogna aggiungerla all’acqua che bolle, cosi le proteine coagulano e si evita il loro passaggio, e quello degli altri nutrienti, nel brodo. Se, invece, si vuole ottenere un ottimo brodo, bisogna mettere la carne in acqua fredda, cosi le proteine coagulano lentamente e tutti i nutrienti passano nell’acqua di cottura.
Un altro fenomeno molto caratteristico della gravidanza è quello che riguarda cio che popolarmente viene indicato dal temine 'voglie', molto noto alla maggior parte delle donne che hanno vissuto una o più gravidanze. Si chiamano così quegli improvvisi, irresistibili, urgenti desideri di qualche cibo in particolare che ci rendono nervose, irritabili e capricciose almen
o fino alla soddisfazione degli stessi.
A dar retta alle leggende popolari tramandate di bocca in bocca o alle nostre nonne, se questi desideri non vengono soddisfatti in fretta e la futura mamma rimane, appunto, con la 'voglia' di qualcosa , il bambino nascerà con quella voglia sottoforma di macchia sulla pelle, macchia che per forma e colore ricorderà il cibo tanto desiderato, si avranno così macchie biancastre se la voglia era di latte o piccole escrescenze scure se la preferenza era per le more. Ovviamente (e meno male...) la scienza smentisce tutto ciò.
Resta però il mistero su cosa veramente provochi questi particolari desideri che comunque in gravidanza, esistono eccome.
La psicologia ha tentato di spiegarle con una teoria che vede nelle voglie il bisogno della gestante di coccole e rassicurazioni in un momento per lei così importante quanto delicato.
La medicina invece le spiega come la conseguenza della tempesta di ormoni che colpisce la donna soprattutto nei primi mesi di gravidanza e alla quale il corpo reagisce con tutta quella serie di fenomeni, o dovremmo dire di disturbi, tra i quali le nausee, i problemi allo stomaco, lo scarso o l'abbondante appetito o il cosiddetto 'stato gastronomico sognante', cioè il cambiamento disordinato dei desideri alimentari, che fa sì che cibi che prima si amavano, vengano rifiutati con disgusto. Aumenterà la voglia di cibi particolarmente dolci o particolarmente salati, o magari acidi che prima non rientravano nelle nostre abitudini alimentari.
Noi non sappiamo quale delle due spiegazioni sia quella più attendibile però consigliamo, nei limiti del possibile, e con un occhio alla bilancia, di soddisfare questi desideri, magari togliendoci lo sfizio almeno in questi nove mesi, di veder correre il vostro partner alle tre di notte, alla ricerca disperata di un gelato all'amarena o di un trancio di pizza quattro stagioni.
Guida per le gestanti
The pregnancy food guide


