Esercizio fisico in vacanza


Ci troviamo ormai in piena estate e per molti questo periodo si traduce come tempo trascorso al mare, in montagna, in campagna, nonché in strutture turistiche che offrono la pratica di svariate attività sportive.
La maggior parte di coloro che decidono di staccare la spina dalla vita quotidiana, è soggetta principalmente a due tipi di tentazioni e spesso si rivolge al personal trainer o istruttore per chiedere consigli in merito.
La prima tentazione, molto frequente, a cui è soggetto chi va in vacanza è quella di voler interrompere totalmente la pratica di esercizio fisico durante questo periodo e si domanda se appunto adottare questa scelta possa comportare può comportare delle conseguenze negative sul proprio livello di allenamento e sul proprio stato di salute.

La seconda tentazione, anch'essa molto frequente, a cui è soggetto chi va in vacanza, è quella di provare – praticare in questo periodo la totalità delle attività/eventi che ha a disposizione nel suo pacchetto vacanze e si domanda se tutto questo potrà in seguito portare conseguenze negative sull'esito della sua vacanza e sullo stato di benessere al suo rientro.
Partiamo dall'analizzare il primo quesito (formulato quasi sempre da soggetti che durante l'anno svolgono uno stile di vita molto attivo). In effetti, l'interruzione totale della pratica di esercizio fisico o sport rappresenta l'esistenza del potenziale rischio di andare incontro a detraining (de-allenamento).
Per detraining si definisce la perdita degli adattamenti positivi (miglioramenti) indotti dall'allenamento, tale perdita coinvolge sia l'aspetto metabolico sia l'aspetto prestazionale e può interessare qualsiasi soggetto indipendentemente dal proprio livello di fitness (forma fisica). C'è da dire però che, naturalmente esiste una correlazione inversa tra il tempo dedicato all'allenamento e l'instaurarsi del detraining. Infatti, mentre gli effetti indotti dagli 'allenamenti di lunghi periodi cominciano a perdersi dopo circa tre settimane dall''interruzione per poi annullarsi del tutto dopo circa 12 settimane, gli effetti indotti dagli allenamenti di pochi mesi cominciano a perdersi, già dopo la prima settimana per esaurirsi del tutto, in alcuni casi anche nella seconda settimana dall'interruzione.
I principali effetti del detraining sono la riduzione della capacità aerobica e della massima potenza aerobica, la riduzione della concentrazione di enzimi deputati all'ossidazione di lipidi e carboidrati e la riduzione progressiva dei capillari a livello muscolare.
Dunque da tutto ciò si evince che “l'allenamento” non dovrebbe mai andare del tutto in vacanza. E' però altrettanto comprensibile che dopo lunghissimo periodo di stress fisico e mentale vi sia la necessità di concedersi un minimo periodo di rilassamento al fine di 'ricaricare', come abitualmente si dice, le batterie.
La soluzione, quindi, viene suggerita da quello che i tecnici chiamano "mantenimento", cioè, è possibile mantenere intatti gli effetti ottenuti con l'allenamento, purché ci si continui ad allenare regolarmente anche se con frequenze ed intensità ridotte durante il periodo delle vacanze.

Giungiamo al secondo quesito, in questo caso inutile dirlo, bisogna sempre considerare lo stile di vita condotto durante l'anno, infatti, con uno stile di vita molto attivo e vissuto intensamente dal punto di vista di attività fisiche svolte è possibile praticare senza alcune controindicazione tutto ciò che si preferisce durante la vacanza.
Molto problematica è invece la situazione di chi durante l'anno, prima della vacanza, ha condotto uno stile di vita prettamente sedentario in quanto praticare svariate attività comporta fornire all'organismo stimoli sia in eccesso (in genere si tende a concentrare tutto nell'arco di 7-15 giorni), sia di intensità eccessiva (in effetti gli stimoli sono normali ma a causa dello scarso allenamento possono risultare devastanti).
Il tutto può condizionare la vacanza o il rientro in quanto può comparire costante sensazione di stanchezza e dolori muscolari acuti.
Il consiglio in questo caso è quello di effettuare una classificazione delle varie attività tra quelle definite "ad alto impatto" e quelle definite "a basso impatto" sull'organismo e preferìbilmente cercare di evitare evitare la pratica delle prime, inoltre fare una selezione tra tutte quelle proposte scegliendo solo quelle di maggiore interesse e con maggiore affinità al proprio livello di forma fisica.
Per concludere praticare le attività sempre  in maniera molto graduale da un giorno all'altro, un po' come avviene quando ci si iscrive per la prima volta in palestra.
Questi due semplici consigli, per molti scontati, vi permetteranno di poter andare in vacanza senza il rischio di perdere i benefici acquisiti con tanto sudore e sacrificio durante l'anno nonché di potervi divertire in maniera sicura e senza complicazioni.
Non mi resta che augurarvi buone vacanze!!!

 

 

 

Riferimenti
Colliander et all. Act. Physio. Sca.1992
Hakkinen J.Apll.Physiol.1999