La gravidanza nel terzo trimestre


Siamo giunti al terzo trimestre di questa meravigliosa opera: la gravidanza. Durante queste ultime settimane, dalla 29° alla 40° circa, si assiste ad una rapida evoluzione del feto. Il bambino, infatti, si muove e cresce sempre di più  fino a quando non ha più spazio per muoversi e rimane a testa in giù in attesa di nascere. La futura mamma, dal canto suo, vede il suo pancione diventare sempre più grande, avverte un po’ di stanchezza, mal di schiena, ma, soprattutto, cresce l’ansia per il lieto evento, che s verificherà intorno alla 40à settimana.

La gestosi: cos’è e casa fare
In questo terzo capitolo affrontiamo un problema diffuso nel 7% dei casi nelle donne in gravidanza: la gestosi o preeclampsia.

Questa è una patologia che colpisce le gestanti nella seconda parte della gravidanza ed è caratterizzata essenzialmente da un aumento della pressione arteriosa (ipertensione), perdita di proteine (proteinuria) e gonfiore agli arti inferiori (edemi). Le cause di questa malattia non sono ancora ben note, ma sembrano più a rischio le donne sopra i 35 anni, le obese, le primipare, quelle in attesa di gemelli ( la gemellarità aumenta il rischio di gestosi di oltre 3 volte) e le donne che già prima delle gravidanza soffrivano di ipertensione, diabete o di problemi renali.
Poiché la gestosi deriva da un alterazione a livello della placenta (organo  che assicura al feto nutrimento e ossigeno) ,è verosimile che le complicanze più frequenti sono la morte endo –uterina, ritardo nella crescita e rischio di parto pretermine. Quest’ultimo spesso viene indotto per prevenire gravi complicanze materne e fetali e anche per togliere il feto da un ambiente che potrebbe non essere più idoneo alla sua crescita e sopravvivenza.
Quando una donna è affetta da gestosi sicuramente deve adottare delle precauzioni che permettano di limitare e/o di scongiurare conseguenze più gravi come l’eclampsia, condizione patologica nella quale , oltre ad essere presente ipertensione, proteinuria ed edemi, riscontriamo crisi convulsive. Utile, quindi, il riposo a letto, l’uso di farmaci ad azione ipotensiva.
E’ ovvio che  deve essere monitorata attentamente, rilevando ogni giorno la pressione arteriosa ed effettuando molto più spesso gli esami di laboratorio. Altrettanto frequente deve essere il monitoraggio ecografico e flussimetrico (ogni 2 – 4 settimane).
A tutto ciò deve necessariamente accompagnarsi un attento controllo del peso corporeo, per cui la gestante deve seguire un regime dietetico ipolipidico e iposodico.

Le ultime ricerche
A tal proposito  riporto uno studio, non privo di dubbi, frutto della collaborazione dei ricercatori americani e messicani pubblicato sul British Medical Journal. Secondo questo studio l’integrazione di un amminoacido, L- arginina con vitamine antiossidanti ( come vitamina C;E, B6 e B12) ridurrebbe il rischio di ammalarsi di gestosi.
Nello specifico 672 donne sono state divise in 3 gruppi:  al gruppo 1 è stato dato un integratore multivitaminico (Vit. C, E, B6, B12) ,al gruppo 2 è stato dato un integratore di l-arginina insieme al multivitaminico ,al terzo gruppo è stato dato un placebo (ovvero, al loro insaputa è stato dato un integratore che non conteneva in realtà nulla).
I dati raccolti sono stati incoraggianti, mentre il 30% delle donne che avevano preso il placebo aveva manifestato sintomi di preeclampsia, il gruppo che si era sottoposta al mix di L-arginina e vitamine, aveva avuto solo il 13% di incidenza; il terzo gruppo che aveva a cui era stato dato solo il multivitaminico si era attestato intorno al 23% (dato poco significativo).
Nonostante questi dati siano promettenti gli stessi ricercatori sono molto cauti nel dire che questa strategia possa funzionare davvero, in quanto la gestosi, come abbiamo visto, è una patologia molto complicata e soggetta a diverse variabili.
Concludendo questa trilogia sulla gravidanza possiamo dire che, aldilà delle complicazioni a cui possiamo andare incontro durante questo periodo, affrontarla con gioia, serenità e un buon stile di vita è il modo migliore per mettere alla luce una creatura.