Una birra forte, un tabacco profumato e una donna, questo è piacere‘. Parola di Goethe. 

Bevanda ricca di storia e di cultura, che non manca di credenze e superstizioni popolari, la birra, è stata sin dai tempi dell’antichità, un elemento di interesse non solo per poeti e scrittori, quanto per palati fini e meno fini di uomini e donne di diverse culture. E’ solo nella nostra epoca che la birra ha perso di interesse ed importanza, perché forse ritenuta meno pregiata dei vini, tanto da considerarla una bevanda ‘veloce’, da bere sì, in compagnia, ma da gustare con piatti altrettanto rapidi come pizza e patatine.

Per fortuna gli intenditori e gli appassionati, stanno facendo sì che la birra riacquisti l’importanza ed il pregio che le è stato per anni rinnegato. Tra l’altro questo cambio di tendenza, è fortemente dimostrato dall’aumento, proprio nel nostro Paese, non solo di birrifici e microbirrifici, quanto di appassionati dilettanti che si cimentano nella produzione casalinga delle birre più ardue…Perché diciamolo, di birre ce ne sono una infinità: chiare, torbide, nere, rosse, ognuna con una propria storia, una propria cultura, un proprio gusto ed un grande prestigio sul piano della genuinità e dell’originalità proprio perché realizzata con materie prime semplici e naturali.


Solo materie semplici?

Sì, materie semplici: acqua, malto, luppolo e lievito. Materie semplici che si intrecciano tra loro in modo complesso e articolato durante il processo di fabbricazione e maturazione. Ed è proprio questo intreccio a renderle uniche e importanti.
Basti pensare al fatto che, ogni birra, affinché diventi originale e tipica, ha bisogno della propria acqua: il pH, la purezza ed il preciso bilanciamento di ioni minerali contribuiscono a caratterizzare una birra piuttosto che un’altra.
Il malto per esempio, è una semplice fonte di amidi da cui i lieviti ricavano l’alcol e l’anidire carbonica che caratterizzano le birre. E si ottiene dall’orzo, dal riso o dal mais. L’orzo, indubbiamente è quello che si presta meglio nella fabbricazione della bevanda, perché germoglia più velocemente (visibilissime sono le radichette) indice dell’avvenuta trasformazione degli amidi complessi in zuccheri più semplici facilmente attaccabili dai lieviti.
I germogli vengono rimossi e l’orzo, ancora verde, viene essiccato, macinato e mescolato con acqua calda da cui si ricava il ‘liquore della birra’.
Il luppolo invece, rosaè una pianta che produce fiori molto aromatici che contribuiscono a caratterizzare e stabilizzare le produzioni birrarie.
I fiori infatti, forniscono la luppolina, una polvere giallastra aromatica e amara che agisce come conservante e schiarente naturale..
Il sapore e l’aroma sono invece conferiti da oli essenziali contenuti nelle resine delle ghiandole luppoline. Queste sostanze contribuiscono a ritardare il deterioramento della birra, frenando la produzione batterica. E’ proprio la concentrazione di questi olii essenziali, misurati in base al peso dei fiori, a conferire il grado di amarezza della birra.
E poi c’è il lievito, profumatissimo e importantissimo: appartiene alla famiglia dei funghi ed il suo principale ruolo è quello di trasformare lo zucchero del malto in alcol e anidride carbonica. In realtà, questo organismo unicellulare, fa anche altro: durante la produzione dell’alcol produce tutta una serie di composti aromatici minori che conferiscono, alla birra, caratteristiche aromatiche particolari.

Bere birra fa bene alla salute
E che bere birra sia un toccasana per la salute, lo dimostrano oramai diversi studi.
L’importante è non abusarne: un consumo moderato non solo fa bene alla pelle e alla linea… ma anche al cuore, al sistema immunitario e al cervello.

Sembra infatti, che le responsabili di tali benefici siano le moltitudini di molecole di cui le birre sono ricche: folati, maltodestrine, polifenoli, silicio..
Diversi studi 
dichiarano come il silicio, molecola di cui è ricca la birra, stimoli la formazione di nuovo materiale osseo rallentando il processo di decalcificazione e come, essendo ricca di fitoprogesterone, una variante vegetale del progesterone, contribuirebbe a mantenere le ossa in buona salute.

Il luppolo protegge dai tumori: un antiossidante chiamato xanthohumol, estratto dal luppolo, sembra essere implicato, in vitro, nei meccanismi di inibizione, promozione e progressione della carcinogenesi del colon, del seno e della prostata.

Gli studi sono ancora in via di sviluppo, ma promettono che  un consumo adeguato di questa molecola possa contribuire a prevenire tali tumori.

La birra fa bene al cuore
Diversi studi hanno dimostrato che le bevande fermentate, come la birra e il vino, se consumate con moderazione, assicurano una buona protezione contro le malattie cardiovascolari.
Studi clinici sono stati condotti sugli effetti che le diverse bevande alcoliche fermentate (vino, birra) garantiscono maggiori benefici, rispetto ai distillati, perché ricche di sostanze antiossidanti ad azione antinfiammatoria, capace di proteggere le pareti vascolari.

La birra rinforza il sistema immunitario
L’abuso di alcol è stato associato ad un aumentato rischio di contrarre infezioni e malattie. Molto probabilmente, è l’etanolo a provocare una condizione di immunosoppressione e di alterazione a livello ormonale con il risultato di un marcato ipogonadismo. Tuttavia, un moderato consumo di alcool sembra apportare, invece, benefici al sistema immunitario, e la birra, in particolare, mostra un effetto immunomodulatore sulle azioni infiammatorie interessate nelle malattie cardiovascolari (CVD).

La birra contro il morbo di Alzheimer 
La birra fa bene al cervello. Diversi studi epidemiologici dimostrano che un moderato consumo di alcool riduce il rischio di attacchi ischemici, nonché di demenza, compreso il morbo di Alzheimer del 58%. Alcuni lavori scientifici hanno rilevato come, soggetti abituali consumatori di due bicchieri di birra (o uno di vino) hanno processi mentali sensibilmente più perspicaci di quelli degli astemi.

 

Articolo pubblicato su “Il Meridione by ATC – Libero Giornale Quotidiano