a cura di Michela Zizza

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L’entomofagia, il regime dietetico che prevede il consumo di insetti, potrebbe sembrare poco appetibile per molti occidentali, ma è stato a lungo presente nelle diete tradizionali di altre regioni del mondo. La Food and Agriculture Organization ha effettuato degli studi: circa 1.900 specie di insetti sono stati documentati come fonte di cibo a livello globale. Il fatto che essi siano una fonte di proteine è già noto da tempo, ma se l’obiettivo è quello di sostituire la carne, le creature devono poter offrire un buon quantitativo di nutrienti. Il ferro è un nutriente particolarmente importante che spesso manca nelle diete senza carne, causando anemia da carenza di ferro. Alla luce di queste preoccupazioni, Latunde-Dada e colleghi hanno voluto stabilire se gli insetti comunemente consumati potrebbero effettivamente sostituire un pasto a tutto tondo. I ricercatori hanno analizzato cavallette, grilli e vermi per il loro contenuto di minerali e valutato attentamente il loro assorbimento da parte dell’organismo umano. Pare che gli insetti vantino buoni quantitativi di ferro, calcio, rame, magnesio, manganese e zinco e questi nutrienti risultano più facilmente assorbibili rispetto agli stessi minerali provenienti da carne di manzo.

Bibliografia

Gladys O. Latunde-Dada, Wenge Yang, and Mayra Vera Aviles. In vitro Iron Aailability from insect and Sirloin Beef. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2016.