Cos'è la sicurezza alimentare


Sicurezza è una parola che deriva dal latino sine cura: senza preoccupazione. Dall’origine del termine possiamo quindi già comprendere come per i consumatori la “spensieratezza” rappresenta l’elemento più importante, quando si mangia (o si beve).
Questa particolare sensibilità e crescente preoccupazione nei confronti della sicurezza alimentare è da ricercare nei potenziali effetti negativi o fattori di rischio per la salute che un alimento, non perfettamente idoneo all’alimentazione (ad esempio dal punto di vista igienico-sanitario), può scaturire. Fatta questa breve considerazione, è giusto quindi dare una definizione specialistica di “Sicurezza Alimentare” come l’insieme delle misure e delle disposizioni atte a garantire che un alimento in fase di produzione, preparazione o anche distribuzione non venga danneggiato e/o alterato fino a divenire la causa di intossicazioni, di natura chimica e/o microbiologica, dopo che è stato consumato.

Quale la scintilla…?
La crescente atmosfera di sfiducia nei consumatori determinata da eventi di forte risonanza emotiva, come il manifestarsi della sindrome della mucca pazza (BSE) o anche l’influenza aviaria, ha spinto i governi europei ad occuparsi il più velocemente possibile di temi quali la salubrità degli alimenti e la sicurezza del consumatore e di conseguenza la qualità delle produzioni agroalimentari.
Attenti però…nell’ambito della sicurezza alimentare, quando si parla di qualità alimentare si fa riferimento, quasi certamente, alla qualità igienica definita come l’insieme delle caratteristiche dell’alimento che rende lo stesso ineccepibile da un punto di vista strettamente igienico-sanitario e che quindi non comporta rischi per la
salute del consumatore.
La qualità in senso più ampio del termine soddisfa invece esigenze secondarie, che non presentano mai alcun pericolo per la salute dell'uomo ma che al massimo rendono il prodotto alimentare meno appetibile rispetto ad un altro di affermata qualità.
La sicurezza è quindi un qualcosa che la legge ha l'obbligo di garantire, mentre la qualità è una funzione accessoria e dunque, il più delle volte, volontaria.