Cellulite e attività fisica
Dermo-ipodermo panniculopatia edemato fibro sclerotica (P.E.F.S.) è l’esatto termine scientifico che identifica quella che, comunemente, viene detta cellulite.
Si tratta di una alterazione del pannicolo adiposo del tessuto connettivo sottocutaneo dovuto essenzialmente ad alterazioni del microcircolo che comportano ristagno dei liquidi e quindi lunga permanenza di liquidi e scorie, che vanno a colpire il connettivo, il pannicolo adiposo di cui l’ipoderma è ricco, con caratteristiche edematose (accumulo di liquidi al di fuori dei vasi), di fibrosi (aumento delle fibre reticolari) e sclerosi (aumento del tessuto elastico e cicatriziale).
Questo porta ad uno stato di sofferenza che sfocia in una modificazione istologica dei tessuti che perdono le proprie caratteristiche di elasticità e trofismo.
Il tessuto connettivo, in generale, è costituito da una scarsa presenza cellulare ed una matrice extracellulare, costituita da una componente detta sostanza amorfa, soluzione colloidale di consistenza gelatinosa ed una componente fibrillare, costituita da fibre collagene.
Sono inoltre presenti in percentuali varie fibre elastiche e reticolari.
A seconda delle percentuali dei vari componenti e delle funzioni, i tessuti connettivi vengono classificati in tessuti connettivi propriamente detti (connettivo fibrillare lasso, fibrillare denso, reticolare, elastico, adiposo), tessuti connettivi di sostegno (cartilagini ed ossa) e tessuti connettivi a funzione trofica (sangue e linfa).
Nel caso della P.E.F.S. è nel connettivo lasso del derma (compatto ed irregolare a causa della presenza di fitti fasci di fibre collagene e reti elastiche) e dell’ipoderma (ricco di tessuto adiposo) sottostanti l’epidermide, strato più superficiale della pelle, che si instaurano una serie di processi che spiegano l’insorgenza della patologia.
Le forme nelle quali la cellulite si presenta sono:
- Dura o compatta, generalmente nei soggetti giovani o negli stadi iniziali;
- Molle o flaccida, evoluzione della prima e caratteristica in genere intorno ai 35 anni d’età;
- Edematosa, ulteriore stadio successivo alla flaccida con peggioramento della situazione circolatoria;
- Sclerotica cicatriziale, matura.
- In molti casi si riscontra associata ad obesità.
Cause: La patologia ha un’origine multifattoriale. Concorrono infatti cause congenite, stile di vita, ipocinesia, abitudini alimentari scorrette, farmaci.
Le cause congenite sono da ricercarsi prevalentemente in fattori ormonali, nello specifico estrogeni e progesterone, che spiegano l’incidenza di fatto esclusiva della patologia nella donna, salvo rari casi riscontrabili nell’uomo generalmente nel contesto di quadri clinici derivanti da altre patologie.
Egualmente lo stile di vita può influire negativamente: tacchi alti, periodi prolungati in stazione eretta, posture scorrette, sedentarietà, stress, possono causare non solo ristagno dei liquidi che tendono ovviamente a risiedere soprattutto nei distretti inferiori (cosce, glutei, fianchi) ma addirittura bloccano l’azione di “pompa muscolare” determinata dalla contrazione muscolare, fondamentale per il ritorno venoso e quindi per tutta la circolazione.
Allo stesso modo abitudini alimentari sbagliate, diete ipovitaminiche ed iperproteiche, scarso apporto di fibre, eccesso di sodio, squilibri nella ripartizione calorica durante la giornata, introduzione insufficiente di acqua, sono concause determinanti.
Nell’ipocinesia, intesa come vita sedentaria, poco movimento, assenza di attività sportiva, si riscontra un’altra delle cause più importanti.
Anche l’uso della pillola anticoncezionale può influire negativamente.
Attività sportiva: Alla luce delle molteplici cause scatenanti, risulta evidente come la patologia sia difficile da trattare. Diete miracolose, allenamenti massacranti, creme magiche, non possono risolvere il problema.
Il soggetto affetto da P.E.F.S. deve analizzare tutti gli aspetti sopra descritti e, soprattutto per ciò che concerne alimentazione e attività fisica, consultare dei professionisti.
L’attività fisica, seppur da sola non risolutiva, può diventare uno dei principali mezzi di prevenzione e di lotta alla patologia.
L’allenamento dovrà essere prevalentemente di tipo aerobico ma non dovranno mancare gli esercizi di tonificazione soprattutto per i distretti inferiori, quindi esercizi per glutei, estensori e flessori della gamba, adduttori ed abduttori d’anca.
Ripetizioni medio alte con carichi moderati, possibilmente con esercizi poliarticolari che coinvolgano contemporaneamente più gruppi muscolari.
Esercizi con queste caratteristiche sono finalizzati a mobilitare quanto più sangue possibile (il muscolo sotto sforzo richiama sangue a sé) al fine di migliorare la circolazione ma senza eccessive produzioni di acido lattico che possano innalzare il livello di acidità.
La durata della seduta allenante non dovrà essere eccessiva, mantenendosi all’incirca sui 60 minuti.
Molto utile, al termine del work out o durante, periodo iposo per 2-3 minuti a gambe in alto.
Se non è possibile recarsi in palestra effettuare almeno delle lunghe, sane passeggiate.
Bibliografia
Citologia e istologia funzionale, AA. VV. – Edi ermes;
Fitness & body building, Alessandro Lanzani - Alea edizioni;
Alimentazione fitness e salute, Bargossi Neri Paoli – Elika editrice.




