Il caffé protegge il fegato
Non di tutti, però...
A detta dei ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK), pazienti affetti da Epatite C (HCV) che hanno regolarmente consumato caffé, hanno mostrato una riduzione dei danni da fibrosi epatica. Difatti, pare che 308 mg di caffeina al giorno, pari a 2,25 tazze di caffè assunte regolarmente tutti i giorni, possano contribuire a proteggere il fegato dai danni da fibrosi.
I dettagli di questo studio saranno disponibili sulla rivista Hepatology da gennaio 2010.
Lo studio ha dimostrato altresì una bassa prevalenza di malattie epatiche croniche, ma anche una riduzione del rischio di carcinoma epatocellulare e una riduzione del rischio di morte per complicanze dovute a cirrosi epatica "Dai dati raccolti fino ad oggi non è chiaro se sia il caffè o la caffeina ad apportare questa azione benefica", sostiene Apurva Modi, medico ed autore principale dello studio.
Da gennaio 2006 a novembre 2008 più di 177 pazienti sono stati sottoposti allo studio. Intanto è stato chiesto loro di compilare un questionario per determinare il consumo di caffeina. Sono state poste domande relative a diverse bevande e alimenti: bibite analcoliche, caffè normale e decaffeinato, tè nero o verde, cacao e cioccolata calda, dolciumi a base di cioccolato, farmaci con caffeina. E' stato chiesto loro anche di indicare la frequenza del consumo dei prodotti riportati nel questionario.
I 177 partecipanti con un'età media di 51 anni ed un indice di massa corporea (BMI) di 27,5 (56% erano maschi, 59% di razza caucasica, 19% di colore, 19% asiatici, 3% ispanici. Di questi, il 68% aveva epatite C cronica) sono stati sottoposti ad una biopsia epatica.
Un punteggio più basso dell'indice di Ishak < 3 è stato riscontrato nei pazienti che hanno assunto 212 mg/giorno rispetto a quelli che ne hanno assunto 154 mg. Per ogni aumento di 67 mg in consumo di caffeina (circa mezza tazza di caffè), è stata riscontrata una diminuzione del 14% della probabilità di incremento di fibrosi nei pazienti con HCV.
"I nostri dati suggeriscono che affinché il caffé abbia un effetto benefico contro la fibrosi, è necessario che ne vengano consumate più di due tazze al giorno" suggerisce il dottor Modi.
I ricercatori hanno inoltre valutato il consumo di caffeina e di caffè separatamente per determinare l'effetto di ognuno sulla fibrosi. I risultati hanno mostrato che il consumo di bibite contenenti caffeina, come il tè verde o nero non è associato a riduzione della fibrosi epatica.




