Nutriamo il futuro


 

“Il bambino si nutre di cibo e amore.
Si tratta di due “ingredienti” che, per quanto complementari, devono essere ben distinti.
Se il primo, infatti, non deve acquistare il significato di gratificazione affettiva,
l’amore può e deve trovare espressione anche in una corretta impostazione dell’alimentazione
sin dal divezzamento, epoca quanto mai delicata per lo sviluppo metabolico del bambino,
alle prese con le sue prime esperienze di nuovi sapori”
(Semeraro, Salari,2012)

Mangiare è un atto ricco di significati che va ben oltre il semplice soddisfacimento fisiologico. Come e cosa si mangia dipende sia dalle risorse offerte dal territorio, sia dalle abitudini familiari che dal rapporto che si crea tra le persone ed il cibo.

La sana dieta alimentare, ovvero una corretta alimentazione, è l’insieme dei comportamenti e dei rapporti nei confronti del cibo che permettono il mantenimento della propria salute nel rispetto dell’ambiente e degli altri.

Sin dalla nascita, una sana e corretta alimentazione è alla base di una vita in salute, sia dal punto di vista fisico che mentale.
Il corpo è da sempre al centro della maggior parte dei conflitti, sia nei bambini che negli adolescenti e, generalmente, crisi e conflitti trovano nei comportamenti alimentari una manifestazione sintomatica di espressione.

Attualmente, secondo il Ministero della Salute, i Disturbi del comportamento alimentare (DCA) costituiscono una delle patologie emergenti di maggiore interesse, che si stanno diffondendo con notevole rapidità e riguardano fasce sempre più ampie di popolazione. Purtroppo si sta denotando in questi ultimi anni l’abbassamento dell’età di esordio della patologia, con un aggravamento della prognosi e la necessità di un trattamento differenziato e complesso, specifico per i disturbi dell’età evolutiva e dell’adolescenza, con un impatto economico sempre maggiore sui servizi sanitari nazionali. Non a caso, la promozione attiva della salute dell’infanzia e dell’adolescenza, con specifico riferimento alla corretta alimentazione, è il filo conduttore degli ultimi Piani sanitari nazionali.

Altro allarmante problema della società odierna, vittima stessa del benessere economico (che però troppo spesso non coincide con il vero ben-essere della persona) riguarda il diffondersi del fenomeno del sovrappeso e dell’obesità, specie nelle nuove generazioni. La comunità scientifica internazionale, pur essendo concorde nel ritenere che esso sia causato da numerosi e complessi fattori che interagiscono tra loro (sesso, età, patrimonio genetico, condizioni socio-economiche, ambientali e culturali), è altresì concorde nel riconoscere un ruolo sempre maggiore agli scorretti stili di vita, basati su una limitata attività fisica ed un corrispondente stile alimentare squilibrato. Dalle stesse indagini si rileva che tali fattori di rischio sono ben noti ad adulti e giovani; il problema da affrontare oggi diventa pertanto come modificare stili di vita ormai radicati nelle abitudini della popolazione nelle diverse fasce di età. Le nuove generazioni con problemi di peso, a rischio di patologie future, sono infatti troppo spesso figlie non dell’ignoranza, quanto piuttosto della superficialità, della disorganizzazione e della distrazione. Gli adulti quindi, hanno l’obbligo di non abdicare al loro ruolo di educatori. Alla famiglia, primo naturale contesto socializzante in cui si trova inserito il bambino, spetta il difficile ma stimolante compito di seguirlo passo passo nella sua crescita, formarlo in tutti gli aspetti della persona per renderlo, da adulto, artefice consapevole della sua vita, soggetto attivo e capace di scegliere, in ogni campo dell’esistenza, il meglio per sé e per gli altri. Tutti i genitori, nella consapevolezza che l’età evolutiva è la fase della vita maggiormente implicata con la comparsa di scorrette abitudini, hanno il dovere di creare le condizioni favorevoli affinché i loro figli instaurino un rapporto sano con il proprio corpo, attraverso l’esercizio di un’autodisciplina che, mentre genera benessere fisico, si struttura anche come tratto permanente e qualificante della personalità.

Riferimenti bibliografici e sitografici:
Semeraro, P., Salari, P. (2012). Nutriamo i nostri bambini. Ferrara: Editeam
www.salute.gov.it