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 <title>Salute</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/salute</link>
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 <title>Gravidanza e diabete gestazionale</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-06-16/gravidanza-diabete-gestazionale</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/Pregnancy_massage_100_1.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;126&quot; /&gt;Cominciamo il secondo atto di questa trilogia, che inizia alla 13° settimana e termina alla 28°settimana. Nel secondo trimestre la pancia inizia a lievitare e si avvertono i primi “sfarfalii” del feto. Ciò accade &lt;!--break--&gt;perché il piccolino è tutto formato, tanto che in grado già di succhiarsi il pollice. Intorno  alla 21° settimana si effettua quello che è considerato dai genitori l’esame più atteso: la morfologica. Questo esame permette di conoscere il sesso del nascituro e di fare una valutazione generale degli organi del bambino.&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;float:left;margin: 5px;&quot;&gt;
&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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&lt;p&gt;Difatti con questa ecografia  si prendono le misure della testa, della colonna vertebrale, dei piedi, delle mani, il peso del bambino (in queste settimane  dovrebbe attestarsi intorno ai 400gr), si valuta il liquido amniotico e la placenta. Man mano che il pancione cresce è bene alla future mamme facciano delle lunghe passeggiate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla 22° settimana il bimbo è in grado di sentire il gusto dei cibi, quindi attente a ciò che mangiate e soprattutto ai gusti forti! Avvicinandoci a fine trimestre l’utero si ingrandisce e questo può provocare mal di schiena, ma anche stitichezza in quanto la compressione esercitata dall’utero in accrescimento sul colon e sul retto ostacola il transito dei cibi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Diabete gestazionale: cos’è?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Oltre alla morfologica, un esame ematochimico molto richiesto in questo secondo trimestre è la &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;/articoli/2009-01-19/curva-glicemica-nella-donna-gravidanza&quot;&gt;curva glicemica&lt;/a&gt;, indispensabile per diagnosticare il diabete gestazionale. Questo esame viene richiesto soprattutto a quelle donne con un obesità severa, familiarità stretta con il diabete di tipo 2 , precedente gravidanza con diabete gestazionale e valori di glicemia a digiuno fuori dalla norma.&lt;img src=&quot;/files/images/embrione_300_0.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;286&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Il diabete in gravidanza colpisce una donna incinta su sette e potremmo paragonarlo ad una &#039;piccola luce rossa&#039; che si accende sul cruscotto e che impone attenzione sia durante l&#039;attesa sia dopo. E’ un vero e proprio diabete: una condizione nella quale l&#039;insulina secreta dal pancreas non basta a controllare il livello degli zuccheri presenti nel sangue; ciò determina frequenti aumenti della glicemia.&lt;br /&gt;Diagnosticarlo è facile come bere un bicchiere di acqua e zucchero! In effetti,spesso questa patologia non da nessun sintomo, quindi, bisogna cercarlo facendo eseguire alla futura mamma un semplice test. Si tratta di misurare la glicemia un’ora prima e un’ora dopo aver bevuto una soluzione di 50 gr. di glucosio. Se la glicemia è superiore a 140 mg/dl dovranno sottoporsi a una &quot;curva da carico orale di glucosio&quot; con 100 grammi di zucchero  e fare 4 prelievi a distanza di un&#039;ora l&#039;uno dall&#039;altro. Si parla di diabete gestazionale quando si rilevano almeno 2 dei seguenti valori :&lt;br /&gt;A digiuno superiore a 95 mg/dl&lt;br /&gt;A 1 ora superiore a 180 mg/dl&lt;br /&gt;A 2 ore superiore a 155 mg/dl&lt;br /&gt;A 3 ore superiore a 140 mg/dl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come si cura il diabete gestazionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questo disturbo non porta a complicanze serie purchè si  segua con scrupolo la terapia consiglia dal proprio medico e, soprattutto, se si è disposti  un mutamento nello stile di vita. Vediamo in dettaglio alcuni consigli pratici per tenere sotto controllo questa patologia:&lt;br /&gt;Seguire un dieta sana.&lt;br /&gt;E&#039; essenziale introdurre molta&lt;img src=&quot;/files/images/3colorivegetables.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;300&quot; /&gt; fibra vegetale grazie alla verdura e ai legumi debitamente conteggiati nella dieta.&lt;br /&gt; Sono vietati: datteri, castagne, frutta sciroppata, fichi secchi, prugne secche. &lt;br /&gt;Sono vietate: bevande zuccherate e alcooliche tipo: coca cola, aranciata, limonata, chinotto, bitter, spuma, acqua tonica, acqua brillante e bibite con dicitura senza zucchero, tè zuccherati. &lt;br /&gt;Sono vietati: zucchero, miele , budini, marmellata , cioccolato, dolci e pasticceria in genere, gelatina di frutta, gelati, succhi di frutta dolcificati, caramelle, cioccolatini, sciroppi, conserva di frutta. &lt;br /&gt;Gli alimenti con dicitura &quot;senza zucchero&quot; sono proibiti in quanto contengono glucidi e carboidrati, sia sottoforma di amidi, sia zuccheri come sorbitolo, galattosio, ecc.&lt;br /&gt;Fare attività fisica moderata ma regolare.&lt;br /&gt;Sapere qual è la propria glicemia e tenerla sotto controllo.&lt;br /&gt;Tenere un diario quotidiano in cui annotare il valore della glicemia, l’attività fisica e tutto quello che si mangia e si beve. Ciò permette di capire se la terapia è efficace.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Quali le conseguenze sul neonato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quasi sempre le donne affette da diabete gestazionale partoriscono figli sani, ma le complicazioni possono essere , comunque in agguato. Svilupparsi in un ambiente uterino&lt;img src=&quot;/files/images/macrosomia_250.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;198&quot; width=&quot;280&quot; /&gt; iperglicemico aumenta il rischio di macrosomia, ovvero di aumentato accrescimento, con peso alla nascita superiore ai 4Kg e conseguente possibilità di parti difficoltosi o prematuri. Il neonato, inoltre, potrebbe andare incontro a una temporanea ipoglicemia al momento della nascita, per questo si consiglia di iniziare immediatamente con l’allattamento al seno che può far aumentare la glicemia e, soprattutto tenere sotto osservazione il piccolo. Una sindrome da stress respiratorio può intervenire poiché non vi è un completo sviluppo polmonare. Altresì, è possibile che il neonato contragga l’ittero e possa avere bassi livelli di sali minerali nel sangue. In quest’ultimo caso  si somministrano al bambino degli integratori di minerali per evitare contrazioni e crampi muscolari.&lt;br /&gt;C’è da dire che tutte queste complicazioni sono tutte facilmente risolvibili soprattutto se ci si affida ad un buon reparto di neonatologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Cosa succede dopo il parto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dopo il parto il fabbisogno insulinico della madre si riduce e la glicemia torna ai livelli precedenti alla gravidanza. Il diabete gestazionale, però, abbiamo detto può essere considerato come un campanello d’allarme del diabete vero e proprio.  Se non si è provveduto a cambiare il proprio stile di vita, a mantenere sotto controllo il peso e a svolgere una costante attività fisica può accadere che nell’arco di dieci anni dalla gravidanza si sviluppa un diabete di Tipo 2. Questo spiega l’importanza di sottoporsi dopo 6 – 8 settimane dal parto a un test da carico di glucosio di controllo per la valutazione dell’andamento della glicemia e, se negativo, ripeterlo a distanza di circa due anni.&lt;br /&gt;Acquisire un corretto comportamento alimentare e uno stile di vita sano è importante anche come esempio per il bambino. Infatti è noto che un bambino la cui madre ha sofferto di diabete gestazionale è maggiormente a rischio di obesità e diabete.&lt;br /&gt;Credo che come conclusione a questo nostro secondo articolo sulla gravidanza calzi a pennello quel detto che fa ” prevenire è meglio che curare!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
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 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/salute">Salute</category>
 <pubDate>Thu, 16 Jun 2011 12:28:30 +0200</pubDate>
 <dc:creator>Pasqualina_Capuano</dc:creator>
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 <title>Gravidanza e alimenti: è bene stare informati!</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-04-18/gravidanza-alimentazione</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/gravidanza_60.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;60&quot; /&gt;La gravidanza rappresenta sicuramente il periodo più bello e più delicato per una donna. Tra l’altro parliamo di un periodo che dura moltissime settimane e che richiede un impegno fisico e psicologico molto importante. La futura mamma &lt;!--break--&gt; segue giorno per giorno la crescita del suo feto e con esso cresce la gioia , l’amore, l’ansia e la speranza che tutto vada bene. Per questo mi sembra giusto dedicare a questo argomento tre articoli, tanti quanti sono i trimestri. Per intenderci, direi che sarà una trilogia sulla gravidanza. Cominciamo, quindi, dal primo trimestre.&lt;br /&gt;Alla sesta settimana il feto assomiglia ad un fagiolino.&lt;img src=&quot;/files/images/feto_200.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;222&quot; width=&quot;200&quot; /&gt; Dalla settima alla ottava settimana iniziano a formarsi tutti gli organi, ma soprattutto il cordone ombelicale, importante per dialogare con la mamma. Si forma anche il tappo mucoso che ha il compito di proteggere il feto da eventuali batteri. Alla fine dell’undicesima settimana la placenta inizia a far il suo lavoro. Il sintomo più comune in queste settimane è la nausea.&lt;br /&gt;In queste settimane si effettuano gli esami delle urine e del sangue, anche per vedere se si è immuni alla toxoplasmosi, alla rosolia e al citomegalovirus. Mi soffermerò su queste patologie perché, seppur rare, contrarle in gravidanza significa andare incontro a dei rischi abbastanza seri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La toxoplasmosi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La toxoplasmosi è una antropo – zonosi che può colpire tutti i mammiferi incluso l’uomo. Quest’ultimo può infettarsi cibandosi delle carni di animali infetti, oppu&lt;img src=&quot;/files/images/toxoplasma_150.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;167&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;re venendo a contatto con materiale contaminato con feci di gatto. L’infezione contratta dalla donna prima della gravidanza sviluppa una immunità che la protegge da successivi contagi e impedisce la trasmissione al feto.&lt;br /&gt;Il rischio per quest’ultimo esiste solo se la donna si contagia per la prima volta durante la gravidanza, ed è presente per tutti i nove mesi.&lt;br /&gt;Le gravide a rischio di contrarre la malattia devono preoccuparsi di osservare le norme igienico – alimentari :&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Non consumare le carni e i pesci crudi o poco cotti come roast-beef, bistecche al sangue, tartare, carpaccio, tagliata, hamburger, ecc.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non consumare salumi e affettati come prosciutto crudo, speck, bresaola, salame, ecc.; sono concessi salumi cotti come: prosciutto cotto, prosciutto di praga, mortadella.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Lavare accuratamente con getto d’acqua abbondante verdura e frutta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non consumare verdure crude e frutta fuori casa in quanto non si è certi delle modalità di lavaggio;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Lavare accuratamente le mani prima della preparazione dei cibi e dopo aver maneggiato carni crude;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non lasciare cibi scoperti perché possono essere contaminati da insetti come mosche e scarafaggi;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non bere acqua direttamente dalla fonte sorgiva;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Evitare il contatto con la lettiera dei gatti; in caso di convivenza attenzione a non alimentarli con carne cruda, ed evitare che abbiano contatti con animali non controllati;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Evitare lavori di giardinaggio e contatti con il terriccio.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La rosolia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La rosolia è una malattia infettiva contagiosa di origine virale. Una volta avuta, rimane un ‘immunità permanente che rende impossibile un successivo contagio.&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/virus_0.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;165&quot; width=&quot;308&quot; /&gt;Come conseguenza di un’infezione materna nel 1° trimestre si può avere aborto, morte fetale, infezione placentare, ma può anche verificarsi alcuna infezione del feto. La placenta costituisce una valida barriera all’infezione fetale dalla 12° alla 28° settimana di gestazione, mentre la protezione è meno valida al I e III trimestre. Il rischio di danno fetale si riduce con il progredire dell’età gestazionale. Le più comuni manifestazioni di rosolia congenita comprendono perdita di udito, ritardo nello sviluppo neurologico, difetti cardiaci e oculari.&lt;br /&gt;Il metodo più sicuro per valutare il proprio grado di immunità è il Rubeo – test. La presenza di IgG indica uno stato di immunità. La presenza di IgM a titoli elevati o moderati permette di porre diagnosi di infezione recente.&lt;br /&gt;La vaccinazione per la rosolia costituisce l’unica strategia efficace per la prevenzione della rosolia congenita.&lt;br /&gt;Se si risulta non immuni non è più possibile fare la vaccinazione perché anche il virus attenuato presente nel vaccino può danneggiare l’embrione. Non esiste alcuna terapia specifica dell’infezione in atto, né alcuna possibilità di prevenire la trasmissione materno – fetale del virus in caso di infezione in gravidanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;!--pagebreak--&gt;&lt;b&gt;Il citomegalovirus&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il Citomegalovirus (CMV) è un virus appartenente alla famiglia degli herpes virus (come la varicella, l’herpes labiale o il virus della mononucleosi), che provoca un’infezione dai sintomi molto generici, come lieve febbre, infezione delle alte vie res&lt;img src=&quot;/files/images/cmv.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;258&quot; width=&quot;271&quot; /&gt;piratorie, stanchezza, tanto che spesso non ci si accorge nemmeno di averla contratta. Le conseguenze per il feto però possono essere piuttosto serie: possono riguardare il sistema nervoso centrale, con malformazioni visibili ecograficamente, oppure provocare ritardo mentale, sordità congenita, corioretinite (una patologia della retina che provoca cecità), che però non sono diagnosticabili in utero e delle quali ci si accorge solo dopo la nascita del piccolo (la sordità tra l’altro può solo essere diagnosticata alcuni mesi dopo la nascita). Per sapere se si è già contratto il CMV, è sufficiente fare un esame del sangue, che ricerca la presenza degli anticorpi specifici (detti immunoglobuline). In particolare, si cercano due tipi di immunoglobuline:&lt;br /&gt;le IgG sono le immunoglobuline della ‘memoria’ dell’infezione: se risultano positive, vuol dire che la malattia è stata contratta in passato e quindi l’organismo ha sviluppato gli anticorpi. &lt;br /&gt;Le IgM sono invece le immunoglobuline che si formano quando c’è un’infezione acuta, quindi segnalano che la malattia è in atto. &lt;br /&gt; Se il test è negativo, significa che la madre non ha mai contratto il virus. In questo caso dovrà adottare misure precauzionali, specialmente se ha frequenti contatti con i bambini. Poiché non esiste un vaccino, al fine di prevenire la trasmissione di CMV è molto importante rispettare una serie di semplici regole igieniche:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Non mangiare il cibo avanzato da un bambino.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Evitare di baciare bambini piccoli sulla bocca.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Lavarsi accuratamente le mani soprattutto dopo aver dato da mangiare, pulito il naso o cambiato il pannolino a un bambino o dopo aver toccato i suoi giocattoli.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Evitare di usare posate, piatto e bicchiere dei bambini.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Utilizzare asciugamani, biancheria e fazzoletti diversi da quelli dei bambini.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Direi che, per quanto riguarda i rischi a cui si potrebbe andare incontro , soprattutto nel primo trimestre, i punti cardini sono stati toccati.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Arrivano i rinforzi!!!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ora mi sembra doveroso affrontare un altro argomento, ovvero come e cosa mangiare in questo periodo, ricordando che i nutrienti che vengono assunti dalla futura mamma contribuiscono non solo al suo benessere ma anche a quello del bambino che cresce in lei.&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/vitaminaB12_300.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;211&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;E’ovvio che l’alimentazione dovrà essere ben equilibrata tra carboidrati, lipidi e proteine, ma in questo primo articolo mi soffermerò sul ferro, sull’acido folico e la vitamina B12. &lt;br /&gt;Del ferro si ha un aumentato bisogno in gravidanza sia perché aumenta il volume di sangue materno, sia per le necessità del feto e della placenta di sopperire alle perdite ematiche durante il parto. L’aumentato fabbisogno è in parte compensato dall’interruzione del flusso mestruale, e, a partire dal secondo trimestre di gravidanza, dall’aumento della capacità di assorbimento intestinale dell’elemento.&lt;br /&gt;Il feto è comunque protetto dal deficit di ferro, e a farne le spese, in caso di carenza, sarà ancora una volta la madre, manifestando un’anemia più o meno marcata. Basti pensare che nella donna adulta il fabbisogno di ferro è di 18mg/die, mentre nella donna gravida è di 30 mg/die. Carni e pesce sono alimenti in cui il ferro è maggiormente biodisponibile; ma ne sono ricchi anche uova, legumi, frutta secca oleosa, ortaggi a foglia verde scuro, anche se in questi ultimi la biodisponibilità è &lt;img src=&quot;/files/images/vitamine_300.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;182&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;minore. Bisogna tener presente, inoltre, che la vitamina C contenuta negli agrumi e in alcune verdure (pomodori e peperoni) facilita l’assorbimento del ferro. Piccolo suggerimento: utilizzare il limone come condimento.&lt;br /&gt;L’aumentata produzione di globuli rossi spiega l’incremento di richiesta, oltre che di ferro, di Acido Folico e Vitamina B12. L&#039;apporto di questa vitamina è critico per le donne che seguono una dieta vegetariana che escluda tutti gli alimenti di origine animale (vegetariani vegani). In questi casi si deve consigliare il consumo di alimenti arricchiti o integratori alimentari idonei. La vitamina B12 è essenziale per la crescita e lo sviluppo del feto. Se nella dieta rientrano quantità adeguate di latticini, uova e estratto di lievito vitaminizzato, il livello di vitamina B12 dovrebbe essere sufficiente. L’acido folico è presente nel fegato, nei vegetali a foglia verde, nel lievito , nei legumi, nel frumento integrale.&lt;br /&gt;Buoni livelli di folati nella donna intorno al periodo del concepimento e nei primi medi di gravidanza prevengono la comparsa di malattie congenite nel nascituro, quali la spina bifida e l’anencefalia, in questo periodo il fabbisogno giornaliero si raddoppia. E’ buona norma, in previsione di una gravidanza, aumentare l’assunzione di preparati specifici contenenti acido folico.&lt;br /&gt;Per concludere si può prendere in prestito un vecchio proverbio che dice:&quot;&lt;i&gt;Chi ben comincia è a metà dell’opera!&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 18 Apr 2011 15:41:59 +0200</pubDate>
 <dc:creator>Pasqualina_Capuano</dc:creator>
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 <title>Il biologo può fare diete?</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-04-05/biologo-diete</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;Nei giorni scorsi, ho potuto apprendere che, il Tribunale di Roma ha sentenziato in favore dell&#039;attività medica, quanto segue: «&lt;i&gt;solo il medico può prescrivere diete e [...omissis...] &#039;il biologo può solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, può prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un&#039;attribuzione esclusiva del medico&lt;/i&gt;&#039;».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una sentenza che ha creato un immenso rumore mediatico. In genere cerco di tenermi lontana da argomenti di interesse politico-istituzionale perché non afferiscono alle mie competenze specifiche, ma vorrei esprimere comunque le mie considerazioni in merito a quanto accaduto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il biologo non &#039;prescrive diete&#039;. Il biologo non si sostituisce al medico. &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Vuoi diventare nutrizionista?&quot; href=&quot;/corso-di-formazione-nutrizione-terapia-cognitivo-comportamentale&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/press/banner/corso_nutrizione_120x240.gif&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Il biologo non &#039;fa&#039; diete per curare le patologie.&lt;br /&gt;Ma il biologo può, per legge (art.3 della legge 24.5.1967, n. 396) fare valutazione dei  bisogni nutritivi ed energetici dell&#039;uomo. Quindi, può fare diete. Da quasi 50 anni, il biologo, fa diete, ma non le usa come terapia. Perché la terapia è un atto medico e nessun biologo vuole sostituirsi al medico.&lt;br /&gt; Puntualizzato questo vorrei precisare che, ad oggi, non esiste una definizione giuridica di &lt;i&gt;nutrizionista&lt;/i&gt; e non esiste un albo professionale che ne racchiuda l&#039;elenco degli esperti del settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cercando il termine &#039;nutrizionista&#039; nei dizionari online dalla pagina di Google, si può leggere già dai primi risultati, quale sia la definizione attribuitagli nella lingua italiana:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Grande Dizionario Italiano con CD-ROM&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di GABRIELLI ALDO&lt;br /&gt;Dizionario della Lingua Italiana&lt;br /&gt;Editore: HOEPLI&lt;br /&gt;nutrizionista [nu-tri-zio-nì-sta]&lt;br /&gt;MED Specialista di scienza della nutrizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;WordReference.com Dizionario della lingua italiana&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;nutrizionista [nu-tri-zio-nì-sta]&lt;br /&gt;chi studia i problemi della nutrizione. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In merito al termine &#039;Nutrizione&#039; gli stessi dizionari sostengono che:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Grande Dizionario Italiano con CD-ROM&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di GABRIELLI ALDO&lt;br /&gt;Dizionario della Lingua Italiana&lt;br /&gt;Editore: HOEPLI&lt;br /&gt;nutrizione&lt;br /&gt;[nu-tri-zió-ne]&lt;br /&gt;Azione del nutrire o del nutrirsi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;WordReference.com Dizionario della lingua italiana&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;nutrizione [nu-tri-zió-ne]&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;l&#039;atto del nutrirsi; Esempio: controllare la nutrizione dei bambini&lt;br /&gt;l&#039;insieme dei processi per cui il cibo viene assimilato dall&#039;organismo e fornisce gli elementi necessari a crescere e sopravvivere.&lt;br /&gt;VEDI alimentazione, dieta, metabolismo; denutrizione, malnutrizione; -trofia. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È facile notare come i termini &lt;i&gt;&#039;patologia&#039;, &#039;atto curativo&#039;, &#039;cura&#039;, &#039;terapia medica&#039;,&lt;/i&gt; non compaiano nella terminologia adottata dai sopra citati dizionari italiani pubblicati online, in riferimento al termine di &#039;nutrizione&#039; e/o di &#039;nutrizionista&#039;.&lt;br /&gt;Provando a cercare, nei già citati dizionari della lingua italiana, la parola &lt;i&gt;dieta&lt;/i&gt;, emerge:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Grande Dizionario Italiano con CD-ROM&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di GABRIELLI ALDO&lt;br /&gt;Dizionario della Lingua Italiana&lt;br /&gt;Editore: HOEPLI&lt;br /&gt;dieta [diè-ta]&lt;br /&gt;Regime alimentare: prescrivere la d.; osservare la d.; d. lattea, carnea, iposodica, vegetale; d. scarsa, abbondante&lt;br /&gt;Dieta mediterranea, basata su cereali, farinacei, ortaggi e grassi vegetali. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;WordReference.com Dizionario della lingua italiana&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;i&gt;&lt;br /&gt;dieta [diè-ta] &lt;br /&gt; 1. alimentazione regolata, per ragioni di salute o per tradizione: Esempio: dieta vegetariana, mediterranea Sinonimi: regime&lt;br /&gt; 2. Esempio: dieta dimagrante (o solo dieta), alimentazione ridotta e limitata a certi cibi; si segue per perdere peso: Esempio: mettersi a dieta. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Neppure in questo caso, però, figurano i termini&lt;i&gt; &#039;patologia&#039;, &#039;atto curativo&#039;, &#039;cura&#039;, &#039;terapia medica&#039;,&lt;/i&gt; così da indurre il cliente/lettore a credere che la dieta sia un atto medico, e quindi spingerlo a preferire la figura del medico a quella del biologo nutrizionista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dizionario etimologico di Tristano Bolelli, Milano 2006, così come si legge da Wikipedia, sostiene che il termine dieta deriva dal latino &lt;i&gt;diaita&lt;/i&gt;, greco &lt;i&gt;dìaita&lt;/i&gt;, che significa &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&#039;modo di vivere&#039;.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Il termine &lt;i&gt;dieta&lt;/i&gt;, mi pare di capire, cammina pari passo al concetto di &#039;nutrimento&#039; inteso come l&#039;insieme di sostanze che servono a nutrire e far crescere un organismo (fisiologia non patologia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vorrei ricollegarmi a ciò che il Tribunale di Roma ha sentenziato, il 31 Marzo c.a. sul ruolo del biologo nutrizionista:&lt;br /&gt;il presidente dell&#039;Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi sostiene  &lt;i&gt;«L&#039;Ordine Nazionale dei Biologi ha tentato di ottenere in un&#039;Aula di Giustizia un pronunciamento che potesse attribuire - seppur indirettamente - alla categoria professionale dei biologi, competenze esclusive del medico, nella fattispecie inerenti la prescrizione di diete. Il Tribunale della Capitale pero&#039; ha respinto, con la sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011, l&#039;istanza e affermato che &#039;il biologo può solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, può prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un&#039;attribuzione esclusiva del medico&#039;».&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Supponiamo che io sia un lettore &quot;medio&quot;, che mi sia rivolta ad un biologo nutrizionista per perdere qualche chilo...&lt;br /&gt;Quello che emerge, &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;da una prima interpretazione&lt;/span&gt;, dal comunicato (dato che il testo integrale della sentenza non è ancora stato diffuso) è che  il biologo non può far diete; ne segue che mi sono rivolto alla persona sbagliata, in quanto non può esercitare questa professione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sicuramente chi ha scritto il comunicato lo ha fatto con un po&#039; di leggerezza, senza pensare che sarebbe stato più corretto esplicitare, senza lasciare spazio ad errate interpretazioni, dove finisce il &lt;i&gt;&#039;consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute&#039;&lt;/i&gt; e dove comincia la prescrizione della &lt;i&gt;&#039;dieta come atto curativo&#039;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ora, torniamo a me, cliente del biologo nutrizionista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se secondo la lingua italiana, la dieta è &lt;i&gt;&#039;un modo di vivere&#039;&lt;/i&gt; e se, secondo quanto affermato dal TAR del Lazio, &lt;i&gt;la dieta è un atto medico&lt;/i&gt;, per ovvia conclusione e per quanto è stato appena sentenziato, solo il medico, perché di sua esclusiva competenza, può indicare quale sia un regime alimentare e quale sia un&#039;alimentazione regolata. Quindi, si sta medicalizzando l&#039;alimentazione, l&#039;atto più naturale al mondo che permette ad un organismo di vivere, crescere e riprodursi. Ovvero, io cliente in sovrappeso, devo ammettere, e me ne accorgo solo adesso, di essere un soggetto malato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se così fosse, se l&#039;alimentazione regolata (significato di dieta) fosse una malattia e non una normale condizione fisiologica (dovuta a cattivi stili di vita, sedentarietà, conseguenza di una terapia farmacologica, conseguenza di una gravidanza...), quanto sentenziato dal Tribunale della Capitale in riferimento alla sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011 è inesatta.&lt;br /&gt;Perché se da una parte sostiene che la dieta è un atto medico, dall&#039;altra afferma che: &lt;i&gt;&#039;il biologo può solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, può  prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un&#039;attribuzione esclusiva del medico&#039;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Benché io condivida che un biologo non debba, &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;per nessuna ragione, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;determinare – indicare - suggerire&lt;/i&gt; una dieta come atto curativo perché non di sua esplicita competenza professionale (noi non siamo dei clinici-patologi, ma dei biochimici-fisiologi) tuttavia, sono altrettanto certa che il biologo nutrizionista serio, nel rispetto della propria etica professionale, difficilmente abbia mai pensato di curare un soggetto con una dieta. Semmai, il biologo nutrizionista, in qualità di biochimico e fisiologo, ha fatto prevenzione nell&#039;insorgenza di patologie e ha consigliato, grazie ad accurata bibliografia scientifica, attraverso dei sani profili nutrizionali, quali alimenti assumere e quali no in caso di patologie accertate.&lt;br /&gt;E poi è da secoli che la scienza dimostra attraverso letteratura scientifica sostenuta da biologi, medici, chimici, che il cibo può essere la causa dei nostri mali (ma già lo diceva Ippocrate, Galeno, … ).&lt;br /&gt;Democrito, filosofo greco, sosteneva:  “&lt;i&gt;Gli uomini implorano dagli Dei la salute e non pensano d&#039;avere in mano, essi stessi, gli strumenti per conservarla&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, dal comunicato stampa si legge &lt;i&gt;“l&#039;Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, [..omissis...] aveva anche richiamato il parere del Ministro della Salute del 15 dicembre 2009 che attribuisce la competenza di tale prescrizione esclusivamente al medico e riconosce al biologo solo la possibilità di elaborare e &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;determinare&lt;/span&gt; (quindi non prescrivere) diete”&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Anche qui, si incorre in grossolani errori concettuali (per non dire di lingua italiana). Il termine &#039;&lt;i&gt;prescrivere&lt;/i&gt;&#039;, nella lingua italiana ha come sinonimi, i termin:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;imporre, stabilire, ordinare, consigliare, assegnare, suggerire, indicare, raccomandare, &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;determinare&lt;/span&gt;, precisare, comporre, elencare..&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;mi sembra chiaro che si stia, involontariamente, dando al lettore, una informazione assolutamente sbagliata su chi può e chi no, fare diete (&lt;i&gt;&#039;modo di vivere&#039;&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;Il biologo non &lt;i&gt;prescrive &lt;/i&gt;diete.&lt;br /&gt;Il biologo elabora diete e profili nutrizionali personalizzati.&lt;br /&gt;Il biologo non si sostituisce al medico ma, per legge (art.3 della legge 24.5.1967, n. 396) , può &lt;i&gt;determinare &lt;/i&gt;diete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, il tutto è capire quale significato si vuole dare alla parola &lt;i&gt;nutrizionista, dieta &lt;/i&gt;e&lt;i&gt; prescrizione&lt;/i&gt;. Credo che il nocciolo del problema sia proprio questo. Definirei, comunque, il nutrizionista come colui che educa alla salute e al nutrimento, sia esso medico o biologo.&lt;br /&gt;Il medico, in qualità di clinico - patologo, laureato in Medicina e Chirurgia può fare diagnosi e prescrizione di farmaci. Può &lt;i&gt;indicare -determinare- suggerire&lt;/i&gt; quali alimenti evitare e quali no.&lt;br /&gt;Il biologo, in qualità di biochimico – fisiologo, non può fare diagnosi e non può prescrivere farmaci. Può però&lt;i&gt; indicare- determinare- suggerire&lt;/i&gt; quali alimenti evitare e quali no.&lt;br /&gt;Già il filosofo Ludwig Feuerbach, in una sua famosa opera del 1862,&lt;i&gt; &#039;l’uomo è ciò che mangia&#039;&lt;/i&gt;, anticipava ciò che oggi la scienza dimostra: una sana e corretta alimentazione previene le patologie ad essa correlate (fisiche, metaboliche  e mentali).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione, visto che il biologo è colui che studia la biologia della vita, che ha competenze accademiche sulla biochimica e la fisiologia del corpo umano, e quindi, sui meccanismi di digestione del cibo, dell&#039;assimilazione e metabolizzazione dei nutrienti, pensate davvero che &lt;i&gt;elaborando&lt;/i&gt; una &lt;i&gt;dieta &lt;/i&gt;stia facendo un abuso di professione medica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vorrei aggiungere un&#039;ultima cosa.&lt;br /&gt;La sentenza di cui si parla tanto, è di I grado (nata tra il dr. Del Toma e l&#039;ONB) e non modifica la legge in questione. Quindi, per legge, il biologo può fare diete perché ne ha tutte le competenze accademiche e professionali.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 04 Apr 2011 19:29:52 +0200</pubDate>
 <dc:creator>TeresaCasacchia</dc:creator>
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 <title>Metabolismo: alimentazione e stile di vita</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-01-09/metabolismo-alimentazione-stile-di-vita</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/fitness_80_0.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; width=&quot;80&quot; height=&quot;64&quot; /&gt;Quante volte sentiamo dire ”&lt;i&gt;sono grasso perché ho il metabolismo lento&lt;/i&gt;”. In realtà, escludendo disfunzioni ormonali, a parità di sesso e di massa muscolare, le variazioni individuali del metabolismo sono limitate.&lt;!--break--&gt; Il metabolismo nella maggior parte dei casi rallenta a causa di una vita troppo sedentaria (mancanza di attività fisica) e di una scorretta alimentazione. L’incremento della massa magra e dell’attività fisica rappresenta un forte stimolo per l’incremento del metabolismo: più muscoli abbiamo e più calorie consumiamo nel corso della giornata. Il muscolo è infatti un tessuto vivo in continuo rinnovamento e con richieste metaboliche nettamente superiori rispetto al tessuto adiposo (quasi dieci volte).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un miglior tono muscolare aiuta a bruciare maggiori calorie anche durante l’attività fisica. Mentre facciamo &lt;img src=&quot;/files/images/dieta2_250.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;&quot; width=&quot;250&quot; height=&quot;210&quot; /&gt;sport il nostro metabolismo aumenta notevolmente e permane elevato anche per diverse ore dal termine dell’allenamento (fino a 12 ore dopo un’ attività particolarmente intensa).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per accelerare al massimo il metabolismo è consigliato eseguire un’attività mista, caratterizzata cioè da un lavoro ad alta intensità (esercizi di tonificazione con i pesi, con le macchine o a corpo libero) seguito da attività aerobica. Per accelerare il metabolismo con una corretta attività fisica e una buona alimentazione bisogna:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;fare almeno due o tre allenamenti alla settimana di durata non inferiore ai 40 minuti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;alternare attività aerobiche con esercizi di tonificazione&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;cambiare frequentemente il programma di allenamento, in modo da favorire gli adattamenti metabolici necessari per affrontare il nuovo stress&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;consumare una buona colazione&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;evitare gli spuntini notturni e di assumere cibo poco prima di coricarsi: durante il riposo il metabolismo tende ad abbassarsi e molte delle calorie ingerite, non essendo necessarie nell’immediato, vengono immagazzinate nei tessuti di riserva&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;non escludere completamente i grassi e la carne rossa dalla dieta: un regime alimentare troppo basso tende a diminuire il metabolismo&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;bere almeno due litri di acqua giorno&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Spesso, quando ci si accorge che pur mangiando poco non si dimagrisce, si diminuiscono ulteriormente le calorie. Questa soluzione non è nè sana nè utile. Quando il corpo riceve poco cibo reagisce come quello degli animali che vanno in letargo: rallenta i processi fisiologici e diminuisce i consumi calorici attraverso il rallentamento del metabolismo. Questo fenomeno si verifica quando si seguono diete &lt;img src=&quot;/files/images/dietamediterranea2_300_0.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 10px;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;203&quot; /&gt;drastiche, che forniscono soltanto 700-800 calorie al giorno e che finiscono per provocare un rallentamento metabolico anche del 20 per cento. Eccessive riduzioni caloriche producono l’effetto opposto a quello desiderato: si tende a ingrassare più facilmente. Per rendere attivo ed efficiente il metabolismo è importante il numero dei pasti consumati nella giornata: più questo è alto, maggiore è l’effetto acceleratore. E’ stato osservato infatti che le calorie quotidiane divise in 4 o 5 pasti, anziché in 2 o 3, provocano un aumento del livello di combustione calorica e quindi di consumo di energia. Per favorire l’attività di un metabolismo lento ci sono i cibi che possono facilitare lo svolgimento delle reazioni chimiche, ed altri che invece lo ostacolano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio consiglio, per tutti coloro che vogliono migliorare la propria condizione, e’ quello di associare in modo costante e duraturo la dieta, intesa come alimentazione corretta, all’attività fisica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ una questione di stile di vita, e’ la cultura del lavoro muscolare e del cibo sano ed appropriato. Per poterla perseguire nel tempo, non deve risultare un peso, una forzatura, ma, deve essere un’espressione di vita, dobbiamo sentirne il bisogno e riceverne gratificazione, deve, in parole semplici piacerci. Con i ritmi dì vita di oggigiorno, il lavoro, la famiglia è impensabile poter essere costanti nell’attività fisica e nella corretta alimentazione senza che tutto ciò non sia parte integrante di noi stessi, e senza che ne comprendiamo l’importanza.&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/salute">Salute</category>
 <pubDate>Tue, 11 Jan 2011 17:08:09 +0100</pubDate>
 <dc:creator>DaniloTrentin</dc:creator>
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 <title>Arriva Natale: cosa mangiare per non ingrassare?</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-12-14/arriva-natale-cosa-mangiare-non-ingrassare</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/regalo_Natale_100.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;79&quot; /&gt;Signori e signore si aprono le danze!&lt;br /&gt;Vedremo volteggiare sulle nostre tavole, rigorosamente apparecchiate per l’occorrenza, cotechini, panettone, lasagne, cannelloni e così via.&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ Natale: il periodo più bello dell’anno con le sue luci, le sue magiche atmosfere e le grandi abbuffate. Forse è questa l’unica nota dolente, perché spesso riportare in tavola tutte quelle pietanze fa rima con ingrassare. Ecco qualche consiglia su cosa mangiare in questo periodo prenatalizio per evitare che l’Epifania, oltre a portarsi via tutte le feste, si porti via anche la forma fisica, magari acquistata con tanti sacrifici!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo periodo le riviste sono piene di diete prenatalizie che promettono di far perdere almeno 4 - 5 kg prima dei grandi cenoni di Natale e Capodanno. Molto spesso queste diete, però, sono del tutto sbilanciate; prive di tutti i nutrienti di cui necessitiamo. Fatta questa dovuta premessa, vediamo come nutrirsi in questo periodo per evitare troppi sensi di colpa durante il Natale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/panettoni.jpg&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;166&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo imperativo è non digiunare perché, così facendo, si rallenta ancor di più il metabolismo. Un metabolismo lento si traduce in maggior difficoltà a buttar giù i chili di troppo ricevuti in regalo dalle festività. La mattina si può, quindi, cominciare con una tazza di latte o di thè verde senza zucchero e qualche galletta di riso o fetta biscottata. Un frutto di stagione a metà mattina che funga da spezza fame e, fornendo energia, aiuta a mantenere costante il livello di glicemia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un pranzo a base di carboidrati complessi come pasta, riso e/o zuppe di legumi e verdure. In effetti, le zuppe in questo momento potrebbero rappresentare una buona alternativa, perché sono nutrienti, sostanziose e poco caloriche. Come secondo è buona regola consumare una piccola quantità a scelta tra carne, uova, pesce, latticini e derivati con una porzione abbondante di verdura. E’ bene ricordare che le verdure sono costituite da 90 – 95% di acqua e contengono elevate quantità di fibre che danno sazietà, rallentano lo svuotamento gastrico e migliorano la funzionalità intestinale, oltre ad essere ricche di vitamine e sali minerali. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un suggerimento utile potrebbe anche essere quello di cucinare utilizzando le erbe aromatiche che conferiscono aroma e gusto, rendono i piatti più saporiti ed evitano di aggiungere troppi condimenti. Potreste così scoprire che cucinare al vapore o alla griglia usando erbe aromatiche non è così triste come sembra!!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A metà pomeriggio un altro frutto di stagione o una fetta biscottata con una tisana depurativa a base di carciofo, cardo mariano, ortosifon, betulla. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella cena non può mancare una porzione di proteine accompagnata sempre da tanta verdura e poco pane. A proposito di proteine, una menzione a parte meritano i formaggi, come pecorini arricchiti con noci, olive, caciocavalli,  etc.   che in qu&lt;img src=&quot;/files/images/zuppa_300.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 10px;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;168&quot; /&gt;esto periodo risultano di più facile degustazione con vini e passiti. Cercate di evitarli, prediligendo la ricotta di mucca, i fiocchi di latte e la mozzarella. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un altro accorgimento potrebbe essere quello di evitare , soprattutto in questo periodo, gli aperitivi, gli alcolici e le bevande gassate, in quanto aggiungono alla nostra alimentazione solo delle calorie. Ciò che, invece, ci permette di eliminare le scorie, avere la pelle più bella (in vista del Capodanno non è poco per noi donne) è l’acqua, per cui consiglio di berne almeno 2 lt  oligominerale al giorno. Inoltre, si potrebbe approfittare del tempo dedicato agli acquisti per fare un po’ di moto in più. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimo suggerimento, ma basilare, è quello di non farsi prendere dallo stress prenatalizio perché  questo ci porta a mangiare anche se non abbiamo fame. Infine, se è vero che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni, allora cerchiamo di esserlo innanzitutto verso noi stessi e il nostro organismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buon appetito!!&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 15 Dec 2010 18:26:05 +0100</pubDate>
 <dc:creator>Pasqualina_Capuano</dc:creator>
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 <title>Dimagrire con i cereali integrali</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-11-08/dimagrire-con-cereali-integrali</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/cereali_integrali.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;79&quot; /&gt;Un recentissimo studio pubblicato su &lt;i&gt;The American Journal of Clinical Nutrition,&lt;/i&gt; suggerisce che le persone che consumano diverse porzioni di cereali integrali al giorno e che limitano il consumo di quelli raffinati,&lt;!--break--&gt; presentano una minor percentuale di grasso viscerale.&lt;br /&gt;&quot;&lt;i&gt;Il volume degli adipociti è stato di circa il 10% più basso negli adulti che hanno dichiarato di mangiare tre o più porzioni al giorno di cereali integrali e che hanno limitato l&#039;assunzione di cereali raffinati a meno di una porzione al giorno&lt;/i&gt;,&quot; dice Nicola McKeown, uno dei ricercatori della HNRCA USDA.&lt;br /&gt;&quot;&lt;i&gt;Per esempio, una fetta di 100% pane integrale o mezza tazza di farina d&#039;avena costituiva una porzione di cereali integrali, mentre una fetta di pane bianco o una mezza tazza di riso bianco rappresentava una porzione di cereali raffinati&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ricercatori del &lt;i&gt;Jean Mayer USDA Human Nutrition Ricercatore Center on Aging&lt;/i&gt; (USDA HNRCA) presso la Tufts University hanno osservato per un  determinato periodo, le variazioni di tessuto adiposo viscerale in  persone che hanno scelto di mangiare più cereali integrali rispetto a  quelli raffinati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Cos&#039;è il grasso viscerale&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;E&#039; definito viscerale, il grasso che circonda gli organi intra-addominale, concentrato nella zona del tronco e che definisce l&#039;obesità centrale o obesità androide, tipica degli uomini, ma presente anche in moltissime donne. &quot;&lt;i&gt;La ricerca suggerisce che il grasso viscerale è più strettamente legato allo sviluppo della sindrome metabolica, un insieme di fattori di rischio tra cui l&#039;ipertensione, i livelli di colesterolo LDL e insulino-resistenza che può svilupparsi in malattia cardiovasc&lt;/i&gt;&lt;i&gt;olare o diabete di tipo 2&lt;/i&gt;&quot;, spiegano i ricercatori della Tufts.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Cosa sono i cereali integrali&lt;/b&gt;&lt;b&gt; e raffinati&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si definiscono cereali, i chicchi o i semi, nonché i suoi derivati (mais, frumento, riso, pane e pasta) ottenuti da piante di &lt;img src=&quot;/files/images/pane_integrale.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 6px;&quot; width=&quot;276&quot; height=&quot;214&quot; /&gt;&lt;i&gt;Graminaceae&lt;/i&gt;. In base al tipo di trattamento che subiscono, possono essere suddivisi in cereali integrali e cereali raffinati.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;I cereali integrali si ottengono dalla lavorazione e macinazione del chicco &#039;integro&#039;, per cui sono ricchi di fibra (crusca), vitamine e minerali, nonché di amido e proteine (frumento, segale, pane e pasta integrali, riso integrale).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;I cereali raffinati si ottengono invece da chicchi privati delle più importanti componenti nutrizionali in seguito ad asportazione della parte esterna del chicco, sottoposto ad ulteriore processo industriale che porta a macinazione, disidratazione e aggiunta di sale, o zucchero ed, in casi più estremi, grassi vegetali idrogenati e/o non. I prodotti più incriminati sono i grissini, il pancarrè, i crackers.. &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il parere del nutrizionista&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Molti mi chiedono se i crackers o i grissini fanno davvero così &#039;ingrassare&#039;. Alcune mamme, per esempio mi confidano di preferire che i loro figli consumino un pacco di crackers &#039;senza sale&#039;, piuttosto che un panino al prosciutto.&lt;br /&gt;La cosa più grave è che siamo invasi dalla paura delle chilocalorie, dall&#039;ingrassare, dalla presenza di cibi buoni e cibi cattivi, senza tenere presente che involontariamente ingeriamo e consigliamo l&#039;assunzione di alimenti peggiori che, avranno sì, meno chilocalorie ma che arrecano non pochi danni alla salute.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora se a discriminare un alimento piuttosto che un altro è la paura di ingrassare, allora perché non preferire pasta, biscotti e pane integrale? Sono sì una buona fonte di nutrienti, ma ora è stato anche dimostrato che se consumati in opportune quantità, fanno anche dimagrire!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora, per spazzare la fame, non sarebbe meglio un panino integrale con della bresaola?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Riferimento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ajcn.org/cgi/content/abstract/92/5/1165&quot;&gt;N. M. McKeown, L. M. Troy, P. F. Jacques, U. Hoffmann, C. J. O&#039;Donnell, C. S. Fox. Whole- and refined-grain intakes are differentially associated with abdominal visceral and subcutaneous adiposity in healthy adults: the Framingham Heart Study. American Journal of Clinical Nutrition, 2010.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 08 Nov 2010 10:16:44 +0100</pubDate>
 <dc:creator>TeresaCasacchia</dc:creator>
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