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 <title>Alimenti e qualità</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0</link>
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 <language>it</language>
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 <title>La storia dell&#039;omino Pan di zenzero</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-12-11/omino-pan-di-zenzero-gingerbread-man</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/gingerbread_man.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;&quot; height=&quot;99&quot; width=&quot;110&quot; /&gt;Dietro ogni buona favola che si rispetti, si nasconde una morale che insegna a piccoli e grandi qualcosa di utile, qualcosa di cui far tesoro e da spendere nella vita di tutti i giorni. E tra le tante, mi piace pensare molto alla favola di Cappuccetto rosso, alla storia di questa ingenua  &lt;!--break--&gt; bambina che nel bosco si ferma a parlare col lupo cattivo al quale racconta tutti i fatti suoi e che, in cambio, alla prima occasione non perde tempo per fare fuori lei e le persone che ama. Sì, perchè in genere chi vuole ferirti, sa che può farlo ancora di più quando attacca le persone a cui tieni, quando tocca ciò che di più caro hai. E la vita insegna che il lupo cattivo si nasconde, potenzialmente, in ogni persona che si incontra nella propria strada, e non sempre è facile riconoscerlo perché sa camuffarsi benissimo nel volto buono di un amico, nel sorriso affabile di un collega, nella porta aperta di una vicina, e appena può, attacca e azzanna senza pietà. E non ti lascia neppure il tempo di respirare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo sotto Natale e presto ci ritroveremo presto a fare il bilancio di fine anno, e non mi riferisco assolutamente a quello economico (anche se le ultime manovre finanziarie ci fanno auspicare per il peggio!),  e credo che la favola di Cappuccetto rosso non sia proprio a tema, così ho pensato di raccontare un&#039;altra storiella, lasciando, ad ognuno la libertà di interpretare, in base al proprio vissuto e alla propria coscienza, la morale del racconto di seguito riportato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;La storia dell&#039;omino Pan di zenzero&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;C&#039;era una volta una vecchietta che viveva in un casolare. Un giorno realizzò un omino di pan di zenzero con ribes al posto degli occhi  e le ciliegie come bottoncini per la camicina. Quasi a cottura ultimata, la donnina sentì una vocina provenire dal buio forno “&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Mammina, mammina, che caldo che fa qui… prendimi e fammi uscire!”. La donna si intenerì e prese tra le braccia il caldo omino, che  una v&lt;/i&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/gingerbread_man2.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 10px;&quot; height=&quot;214&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;i&gt;olta fuori, cominciò a correre e a saltellare per tutta la casa “&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Corri pure, tanto non mi prendi, io sono l&#039;omino di pan di zenzero!&quot;.  Correndo corr&lt;/i&gt;&lt;i&gt;endo, saltò fuori dalla finestra e si allontanò dalla casetta, abband&lt;/i&gt;&lt;i&gt;onando per sempre la vecchietta.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Per strada incontrò un maiale che lo guardò con aria gioiosa &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Vieni omino, vieni che voglio mangiarti&quot; ma l&#039;omino sempre correndo, rispose &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Corri pure, tanto non mi prendi, io sono l&#039;omino di pan di zenzero!&quot;.&lt;br /&gt;Nella sua fuga l&#039;omino, incontrò una  mucca che, non ap&lt;/i&gt;&lt;i&gt;pena lo vide, cominciò a rincorrerlo &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Fermati omino, fermati che voglio mangiarti&quot;  ma lui sempre correndo e saltellando canticchiava “&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Corri pure tanto non mi prendi, io sono l’omino di pan di zenzero”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Alla mucca ed al maiale si unì più avanti anche un cavallo, intenzionato anche lui a mangiare l&#039;omino &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Fermati omino, fermati, che voglio mangiartio io!&quot; e l&#039;omino ridacchiando urlò “&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Correte, correte più che potete, tanto non mi prendete, io sono l’omino di pan di zenzero!“&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Soddisfatto per essere stato più veloce e scaltro degli altri, cominciò a ridere e ridere, finché giunse lungo le sponde di un fiume &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&quot;Oh no!&quot; gridò, &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&quot;A&lt;/i&gt;&lt;i&gt;desso mi prenderanno!&quot;, quando, uscì da dietro un cespuglio una giovane volpe &quot;S&lt;/i&gt;&lt;i&gt;e vuoi posso aiutarti io ad attraversare il fiume, così riuscirai a scappare&quot;, l&#039;omino, inizialmente fu sorpreso da tale bontà e con aria &lt;/i&gt;&lt;i&gt;dubbiosa esclamò &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Non vorrai &lt;/i&gt;&lt;i&gt;mica mangiarmi?&quot; e la volpe ridacchiò &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Scherzi? Voglio solo aiutarti!&quot;. Così, nonostante il dubbio, decise di fidarsi della buona fede della volpe, salendo, inizialmente sulla sua coda, ma quando fu a metà del fiume cominciò a bagnarsi &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Oh no, adesso mi scioglierò!&quot; cominciò ad urlare. &lt;br /&gt;Allora la volpe gli consigliò di salire sul suo dorso &quot;Omino, sali sali, così non ti bagnerai!&quot; e appena dopo qualche metro, furbamente aggiunse &quot;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Omino, sei troppo pesante. Sono stanca. Vai sul mio naso&quot;. &lt;br /&gt;L&#039;omino di pan di zenzero, oramai sicuro del buon cuore della volpe, passò sul suo naso così come la stessa gli aveva proposto. Ma non appena raggiunto l&#039;altro lato del fiume,&lt;/i&gt;&lt;i&gt; la volpe&lt;/i&gt;&lt;i&gt; fece una scrollata che bastò a gettare in aria l&#039;omino, il quale rotolò alto in cielo e in men che non si dica, finì dritto dritto nella bocca della cara, amichevole volpe.&lt;br /&gt;In un solo &#039;Gnamme&#039;, finì la fuga del piccolo omino di pan di zenzero.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E giusto per rimanere in tema di nutrizione, vi propongo la mia ricetta (e credo sia meglio, almeno in questa occasione, tralasciare le calorie) per preparare profumatissimi e gustosissimi biscotti di pan di zenzero da regalare, da appendere all&#039;albero o semplicemente da gustare accanto una caldissima tazza di te o di tisana agli agrumi aromatizzata con una spruzzata di cannella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Biscotti Pan di zenzero:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;400g farina di tipo 00&lt;br /&gt;150g burro ammorbidito a temperatura ambiente&lt;br /&gt;1 cucchiaino di bicarbonato&lt;br /&gt;100g zucchero&lt;br /&gt;150g di miele&lt;br /&gt;1 cucchiaio di zenzero&lt;br /&gt;1/2 cucchiaio di cannella&lt;br /&gt;1/2 cucchiaino di chiodi di garofano &lt;br /&gt;1/2 cucchiaino di noce moscata&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;1 pizzico di sale&lt;br /&gt;a piacere si può aggiungere la buccia di 1/2 arancia e 1/2 limone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Preparazione&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;Versare in una ciotola tutti gli ingredienti tranne il miele e l&#039;uovo. Impastare fino al raggiungimento di un impasto bricioloso, aggiungere quindi il miele e l&#039;uovo e continuare ad impastare finché non si otterrà un composto liscio. &lt;i&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/Gingerbread.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 10px;&quot; height=&quot;183&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/i&gt;Conservare in frigorifero avvolto in pellicola per 1,5/2h.&lt;br /&gt;Stendere con il matterello una sfoglia di 5mm circa e ricavare le sagome a piacimento. Infornare a 180°C per 10-12 minuti.&lt;br /&gt;A me piace moltissimo la sagoma dell&#039;omino, ma quest&#039;anno mi sono dilettata, come è possibile apprezzare dalla foto quì sopra, con gli alberelli e le palline.&lt;br /&gt;Per il buchino, consiglio di infornare i biscotti con uno stuzzicadenti spezzato a tre.&lt;br /&gt;Per la decorazione ho usato cioccolato bianco sciolto a bagnomaria (mi raccomando il vapore! Il cioccolato potrebbe formare grumi) e poi ho colorato con colorante in gel per alimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/albero-natale.gif&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;146&quot; width=&quot;122&quot; /&gt;Per rendere l&#039;albero più speciale si possono usare nastrini di raso colorati di rosso, oro, argento e/o di bianco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buon Natale e mi raccomando, buon (sincero e coscienzioso) bilancio di fine anno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
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 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-12-11/omino-pan-di-zenzero-gingerbread-man#comments</comments>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:00:02 +0100</pubDate>
 <dc:creator>TeresaCasacchia</dc:creator>
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 <title>Birra artigianale che passione!</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-09-12/birra-artigianale-che-passione</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/beer5_100.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;75&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;È recente l’articolo apparso sul quotidiano &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.repubblica.it/&quot;&gt;&lt;b&gt;Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; dedicato al mondo delle birre artigianali in cui sono state esposte problematiche relative alla gestione e ai costi che un piccolo birrificio deve sostenere ma, soprattutto, &lt;!--break--&gt; quanto sia spietata la concorrenza con i colossi produttori di birra. &lt;br /&gt;Nel mondo brassicolo l’Italia è vista con interesse dall’estero perchè è ai primi posti per numero di microbirrifici assieme a Germania, Stati Uniti ed Inghilterra ed il fermento per questo mondo si sta amplificando grazie alla nascita di associazioni per la promozione e valorizzazione di questo prodotto. &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Vuoi diventare nutrizionista?&quot; href=&quot;/corso-di-formazione-nutrizione-terapia-cognitivo-comportamentale&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/press/banner/corso_nutrizione_120x240.gif&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; I produttori lo pubblicizzano definendolo “artigianale” ma a livello legislativo questa parola non ha nessun significato poiché le categorie merceologiche previste dallo stato italiano sono cinque:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Birra analcolica (max 1,2% alcool)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Birra light (1,2%-3,5%)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Birra &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Birra speciale&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Birra doppio malto&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;che si differenziano, le prime due, per contenuto alcolico mentre le altre per contenuto di zuccheri in 100g di mosto (grado saccarometrico o grado plato).&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;float:left;margin: 5px;&quot;&gt;
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&lt;p&gt;Secondo la legislazione (Legge n° 1354 del 1962 e smi) la birra è un prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica di ceppi di &lt;i&gt;Saccharomyces carlsbergensis&lt;/i&gt; o di &lt;i&gt;Saccharomyces cerevisiae&lt;/i&gt; di un mosto preparato con malto, anche torrefatto, di orzo o altri cereali,  amaricato con luppoli o suoi derivati o entrambi, ma non si fa mai menzione al termine &lt;i&gt;artigianale&lt;/i&gt; che diventa, per la legislazione italiana, un nome di fantasia e non una categoria merceologia a cui poter afferire. &lt;br /&gt;Un buco legislativo che non tutela i piccoli produttori che fanno dell’artigianalità del loro prodotto un punto di forza, un marchio di qualità. &lt;br /&gt;Si potrebbe tentare di capire cosa si intenda per artigianale: forse una birra non pastorizzata e non filtrata e che utilizzi ingredienti di prima qualità. Prendendo per buona questa definizione, si rientra nel problema che il termine artigianale forse dovrebbe essere relegato a piccoli numeri e non a grandi quantità, o il concetto può essere esteso anche a grandi produzioni? Non essendoci ufficialità e chiarezza, il termine può essere interpretato come meglio si crede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Birre e normative&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La norma definisce anche gli ingredienti che possono essere utilizzati (in Italia la legge è molto restrittiva in fatto di additivi impiegabili, a differenza della Germania, che per quanto abbia ancora in vigore l’Editto della Purezza, permette l’utilizzo di &lt;img src=&quot;/files/images/beer7_300.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 10px;&quot; height=&quot;500&quot; width=&quot;170&quot; /&gt;additivi quali gli &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Alginati&quot;&gt;alginati &lt;/a&gt;per stabilizzare e quindi rendere più persistente la schiuma). Dietro però gli ingredienti si cela una storia che risale a secoli prima di Cristo che nel corso delle ere ha permesso il miglioramento di quello che, come tutte le grandi scoperte, risultava essere un errore o difetto di lavorazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/beer6_200.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 10px;&quot; height=&quot;428&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;La storia della birra si perde nei tempi, le prime tracce risalgono all’era degli assiro-babilonesi, dove ci sono le prime testimonianze addirittura nel &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_di_Hammurabi&quot;&gt;codice Hammurabi&lt;/a&gt; che ne regolamentava la produzione e lo spaccio, ma la sua produzione ha avuto un “salto di qualità” solo nel MedioEvo ad opera di monaci di vari ordini monastici che ne hanno perfezionato la produzione fino ai giorni nostri, tanto che le &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Birra_trappista&quot;&gt;birre Trappiste &lt;/a&gt;sono ancora molto apprezzate. I monaci hanno fatto di necessità virtù, perché l’unico “alimento” consentito durante i digiuni imposti dall’Ordine era la birra, definita pane liquido, in quanto corposa, piena di nutrienti perché composta degli stessi ingredienti del pane. Ma del suo apporto nutrizionale ne parleremo poi… segue  poi l’editto sulla purezza del 1542 in Germania che costrinse i produttori ad utilizzare solo orzo, lieviti e luppolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;!--pagebreak--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Classificazioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Gli stili birrai si dividono in tre macrofamiglie: quella della fermentazione alta, della bassa e della spontanea.&lt;br /&gt;La differenza risiede nell’utilizzo di ceppi di lieviti diversi che lavorano in diverse condizioni di temperatura.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;La bassa fermentazione, che rappresenta circa il 90% della produzione mondiale, utilizza ceppi di &lt;i&gt;Saccharomyces carlsbergensis&lt;/i&gt;,&lt;img src=&quot;/files/images/saccharomyces_carlsb.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;143&quot; width=&quot;250&quot; /&gt; e viene definita così perché i range di temperatura ottimali per la fermentazione da parte dei microrganismi si attestano sui 10°-12° c.a e i lieviti durante il processo tendono a precipitare e formare agglomerati sul fondo dei silos di fermentazione (fino poi alla loro autolisi, quando formano un deposito sul fondo del contenitore).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;L’alta fermentazione, che rappresenta una piccola nicchia di mercato &lt;img src=&quot;/files/images/saccharomyces_cerevisiae.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;173&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;ma probabilmente la più interessante, utilizza ceppi diversi-&lt;i&gt; Saccharomyces cerevisiae&lt;/i&gt;- che lavorano a temperature leggermente differenti dai primi lieviti perché il loro range ottimale si aggira sui 18°-20° C. Durante la fermentazione flocculano verso la superficie dei tank fino a precipitare sul fondo alla loro morte. &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;L’ultima famiglia è quella delle birre a fermentazione spontanea o mista (nel caso sia “indotta”) e rappresenta il filo di congiunzione naturale tra il vino e la birra, in quanto i microrganismi utilizzati sono lieviti e batteri lattici (pediococchi e lattobacilli), responsabili del gusto acidulo e dei sentori che richiamano l’acetico ed il citrico nelle birre ottenute. Al palato sono birre un po’ estreme ma regalano piacevoli sensazioni soprattutto nella persistenza finale.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;In queste tre macrofamiglie rientrano molti stili, ripresi in alcuni casi (molti birrifici statunitensi stanno reinterpretando molti stili europei in disuso) di cui ne parleremo un po’ alla volta, tentando anche un possibile abbinamento birra-cibo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prosit!&lt;/p&gt;
</description>
 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-09-12/birra-artigianale-che-passione#comments</comments>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Mon, 12 Sep 2011 21:48:45 +0200</pubDate>
 <dc:creator>Filomena_DAvino</dc:creator>
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</item>
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 <title>L&#039;acqua: senza non si vive!</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-02-01/lacqua-senza-non-si-vive</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/6_acqua_100.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;100&quot; /&gt;Niente di più vero! Basti pensare che in sua assenza la morte sopraggiunge nell’arco di pochi giorni. Nell’organismo umano adulto l’acqua è presente in quantità pari tra il 50 e il 75% del peso corporeo. Tale percentuale varia in base al sesso &lt;!--break--&gt;, all’età e alla quantità di adipe,  nei neonati infatti la percentuale di acqua è del 75%, mentre negli anziani si aggira intorno al 50%. Per quanto riguarda  invece il sesso, la differenza  è dovuta al fatto che nelle donne la quantità di adipe (tessuto più povero di acqua) è superiore del 5% rispetto agli uomini con una conseguente presenza maggiore di acqua nel genere maschile.&lt;br /&gt;Alla luce di quanto appena detto è evidente che i soggetti obesi (con maggiore presenza di adipe) hanno una percentuale di acqua inferiore a quella dei soggetti magri.&lt;br /&gt;Nel nostro organismo l’acqua è presente per due terzi all’interno delle cellule, dove costituisce il liquido interstiziale; l’altro terzo si trova all’esterno delle cellule, ovvero nel liquido interstiziale e nei vasi sanguigni. L’acqua, grazie alla sua polarità, è un ottimo solvente. Questa caratteristica le permette di essere un valido vettore per il trasporto delle sostanze nutritive e degli ormoni in tutte le cellule e di eliminare le scorie cataboliche attraverso i polmoni, i reni  e la cute. E’ evidente, quindi, che essa è determinate anche per il controllo del peso corporeo, infatti quanto più si beve più scorie si eliminano, con conseguente diminuzione della ritenzione idrica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua presenza è inoltre fondamentale nel sangue, non solo perché è il principale elemento del plasma (circa il 90%) ma anche perché assolve all’importantissima funzione di regolarne il volume e la fluidità. Un organismo gravemente disidratato ha il sangue più denso e, di conseguenza, la circolazione risulta rallentata con tutte le conseguenze del caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’acqua regola anche la digestione e l’assorbimento, veicolando le sostanze alimentari e favorendo l’azione degli enzimi digestivi. La molteplicità delle funzioni dell’acqua si esplica anche nella regolazione della temperatura corporea, in quanto l’eccesso di calore viene costantemente eliminato con un meccanismo di evaporazione attraverso la cute (perspiratio insensibilis). Si consideri che l’evaporazione di 1 gr di acqua attraverso la pelle riduce di circa 0,6 calorie la temperatura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/acqua2_400.jpg&quot; style=&quot;vertical-align: baseline; margin: 10px;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;266&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il bilancio idrico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente per assolvere a tutte queste funzioni è necessario che la quantità di acqua assunta sia in pari con quella dissipata o espulsa. Partiamo da quello che ormai è un assioma, ovvero l’organismo ha un fabbisogno idrico di circa 1500 ml/mq pari a 2000 -2500 ml (die). Tale introito è garantito da diverse fonti: acqua contenuta negli alimenti , acqua introdotta attraverso le bevande e l’acqua endogena, ossia l’acqua prodotta con il metabolismo. Considerando che  molti alimenti quali frutta, vegetali freschi, latte (80 /90%) , carne (50 – 60%) e pane (35%) contengono acqua, è evidente che non tutta l’acqua di cui abbiamo bisogno debba essere necessariamente assunta attraverso il bere. &lt;br /&gt;La perdita di acqua si verifica, invece, attraverso l’urina (1 – 1,5 lt),le feci (0,1 lt), la sudorazione (0,6 lt) e la traspirazione insensibile (0,4 lt). Quando si verifica un aumento delle perdite idriche, l’organismo riduce il volume di urina eliminato, incrementando la secrezione dell’ormone antidiuretico o vasopressina. Concludendo possiamo affermare che una persona adulta normalmente ha bisogno di bere almeno 1,5 lt di acqua al giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Quale acqua bere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;E’ questa forse la domanda più ricorrente che le persone mi rivolgono quando vengono  da me per iniziare un corso di educazione alimentare. Direi che è una domanda legittima visto che l’acqua non si trova in natura allo stato puro . Le acque naturali, siano esse di rubinetto o “minerali” sono in realtà delle soluzioni saline  e , in quanto tali, sono diverse l’una dall’altra. L’acqua che viene imbottigliata così come sgorga dalla sorgente è definita naturale. Se non contiene anidride carbonica si definisce piatta. Se contiene naturalmente anidride carbonica si definisce effervescente naturale. Diventa addizionata quando l’anidride carbonica viene aggiunta successivamente all’acqua naturale. Le acque gassate dissetano meglio perché anestetizzano le terminazioni nervose della mucosa orale coinvolte nel desiderio del  bere.  Sono, però, controindicate nei soggetti in dieta ipocalorica perché stimolano la secrezione e la motilità gastrica, riducendo il senso di sazietà.&lt;!--pagebreak--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La miglior acqua&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il parametro più importante da prendere in considerazione nella scelta dell’acqua è il residuo fisso, ossia la quantità di sali contenuta in un litro di acqua  fatto evaporare a 180 °C.  In base a tale parametro , le acque vengono classificate in :&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque minimamente mineralizzate&lt;/b&gt; con R.F &amp;lt; 50 mg/l, proprietà che determina un rapido assorbimento intestinale. Aumentano la diuresi e trovano la loro principale indicazione in soggetti con calcolosi delle vie urinarie. Vengono, altresì utilizzate in pediatria per la ricostituzione del latte in polvere in quanto non modificano il contenuto in sali del latte stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque oligominerali o leggermente mineralizzate &lt;/b&gt;con R.F. compreso tra 50 e 500 mg/l. stimolano la diuresi e svolgono un’azione antispastica della muscolatura delle vie urinarie, favorendo l’eliminazione dei calcoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/acqua4.jpg&quot; style=&quot;vertical-align: top; margin: 10px;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;267&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque medio minerali&lt;/b&gt; con R.F. superiore a 500 e inferiore a 1500 mg/l. La maggior parte di queste acque sono ricche di ioni bicarbonato e calcio , caratteristica, quest’ultima, che le rende particolarmente utili durante l’accrescimento, la gravidanza, l’allattamento e l’età avanzata.  In caso di cheto acidosi favoriscono l’eliminazione dei cataboliti tossici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque ricche di sali minerali &lt;/b&gt;con R.F. superiore a 1500 mg/l. sono acque sconsigliate per il  consumo quotidiano.&lt;br /&gt;Proponiamo qui di seguito un breve quadro  delle acque minerali e delle loro proprietà in funzione della presenza di vari sali minerali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque calciche&lt;/b&gt;: esse agiscono benevolmente a livelli del fegato e dello stomaco. Aiutano a prevenire l’osteoporosi e a ridurre l’ipertensione. Grazie all’effetto tampone sull’acido lattico prodotto dai muscoli durante l’attività fisica, esse innalzano la soglia di resistenza alla fatica, permettendo all’organismo di recuperare molto più velocemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque solfate&lt;/b&gt;: svolgono un’azione rilassante sulla muscolatura liscia e biliare. Risultano sconsigliabili durante la crescita, perché possono interferire con l’assorbimento di calcio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque clorurate&lt;/b&gt;: il fatto che queste acque abbiano una composizione simile a quella dei liquidi fisiologici le rende particolarmente adatte per il riequilibrio dell’attività dell’intestino, delle vie biliari e del fegato. A ciò bisogna aggiungere che quelle  ad alto contenuto di minerali (ipertoniche) aumentano la peristalsi intestinale; quelle a basso contenuto di minerali (ipotoniche) favoriscono la secrezione gastrica. Se abbinate con il sodio sono poco adatte agli ipertesi ed, inoltre, sono sconsigliate a chi ha disturbi renali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque bicarbonate&lt;/b&gt;: le acque di questo tipo, se bevute durante i pasti ,esplicano un’azione digestiva in quanto accelerano lo svuotamento dello stomaco, mentre a digiuno tamponano l’acidità gastrica. Sono particolarmente adatte per chi soffre di insufficienza&lt;img src=&quot;/files/images/acqua_da_bere300.jpg&quot; style=&quot;float: right;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;225&quot; /&gt; epatica e spasmi delle vie biliari. Sono diuretiche ed inoltre vengono utilizzate per prevenire le dispepsie gastriche dei neonati e/o come integratore alimentare degli stessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque magnesiache&lt;/b&gt;: vengono utilizzate per la loro proprietà lassative. Inoltre sembra che questo nobile elemento induca una sensibile dilatazione delle arterie, prevenendo così l’arteriosclerosi. Il magnesio, in realtà,  è fondamentale per l’equilibrio psicofisico e una sua carenza può provocare ansia, cefalea, vertigini e dispnea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Acque fluorate&lt;/b&gt;: per definizione sono acque che contengono fluoro in percentuale superiore a 1 mg/l. Il fluoro aiuta a rinforzare  denti e  ossa e a prevenire le carie, ma un suo eccesso può determinare la fluorosi, per questo è bene non assumerlo per periodi prolungati. Sono indicate nelle donne in gravidanza, in quanto la prima impronta del dente si forma già nel feto. Interessante è l’azione delle acque fluorato- calciche in soggetti affetti da osteoporosi, poiché questi elementi stabilizzano ed aumentano la cristallinità dei minerali dell’osso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo vi sembrerà un labirinto dal quale non sapere come uscirne ed è chiaro che in presenza di patologie bisogna fare attenzione al tipo di acqua che si beve. E’, però, altrettanto palese che dove non sussistano particolari patologie la scelta è data da fattori quali il gusto, la leggerezza, il packaging, la pubblicità ecc. L’accortezza che bisognerebbe avere è quella di  evitare di scegliere acque con aggiunta di anidride carbonica che aumentano comunque l’acidità, e quelle ricche di nitrati, solfati e sodio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bibliografia: “Acqua minerale e dieta” di Anna Banderali&lt;/p&gt;
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 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2011-02-01/lacqua-senza-non-si-vive#comments</comments>
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 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Thu, 17 Feb 2011 09:42:50 +0100</pubDate>
 <dc:creator>Pasqualina_Capuano</dc:creator>
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 <title>Il cioccolato fa bene!</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-10-17/cioccolato-fa-bene</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/cioccolatoliquido__100_0.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;66&quot; /&gt;Quando arriva il freddo, mi viene da pensare sempre al caminetto acceso, al plaid, al tazzone tondo pieno zeppo di cioccolata calda che fuma tra le mani. &lt;br /&gt;Così stamattina m&#039;è venuto in mente che qualche tempo fa avevo pubblicato un articolo che iniziava proprio così, e che annunciava tante buone considerazioni sul consumo del cioccolato fondente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho pensato di riproporvelo ;-)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;/articoli/2008-09-24/cioccolato-nero?page=0%2C0&quot;&gt;Nero è più buono!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buona lettura, e buona cioccolata!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
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 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-10-17/cioccolato-fa-bene#comments</comments>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:57:00 +0200</pubDate>
 <dc:creator>TeresaCasacchia</dc:creator>
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 <title>...ma lo yogurt?</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-07-05/quale-yogurt-scegliere</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/yogurt_100.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;&quot; height=&quot;77&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;Qualche giorno fa, Ornella, al nostro incontro mensile, mi chiede: &lt;i&gt;&#039;dott.ssa ma lo yogurt?&#039;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Come nutrizionista, ne consiglio sempre il consumo almeno una volta al giorno, vantando i benefici di quelli &lt;!--break--&gt; magri e senza zuccheri aggiunti. Lo yogurt, infatti, è un alimento completo come il latte in quanto contiene carboidrati, proteine e grassi in proporzioni quasi ottimali, ma, a differenza di quest&#039;ultimo, è molto più digeribile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma cos’è che rende così digeribile lo yogurt?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I microrganismi fermentanti, &lt;i&gt;Lactobacillus bulgaricus&lt;/i&gt; e lo &lt;i&gt;Streptococcus thermophilus&lt;/i&gt; presenti in quantità elevate,&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;float:left;margin: 5px;&quot;&gt;
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&lt;p&gt;sono i responsabili del processo di scissione dello zucchero lattosio in altri 2 zuccheri: il galattosio e glucosio la cui assimilazione risulta essere molto più facile anche per soggetti che soffrono di lievi intolleranze al lattosio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Perché lo yogurt fa cosi bene?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il consumo di yogurt produce un ricambio dell’ecosistema batteriologico del nostro intestino migliorando la microflora batterica e ostacolando processi putrefattivi e fermentativi; per questo viene consigliato in casi di diarrea o per risolvere un problema di stitichezza, per malattie infiammatorie intestinali, nonchè per prevenire il cancro al colon.&lt;br /&gt;C’è da dire inoltre, che lo yogurt, se consumato insieme a fibre, cereali integrali e vitamina C che potenziano l’azione antibatterica dei fermenti, produce una fortificazione delle nostre difese immunitarie (basti pensare che almeno il 51% delle nostre difese risiede nell&#039;intestino!)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/yogurt_2_200.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;224&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, l’acido lattico presente nello yogurt, facilita la digeribilità delle proteine e dei grassi e favorisce l’assorbimento di microalimenti come il calcio che risulta essere assorbito in maniera non adeguata soprattutto nelle donne.&lt;br /&gt;Rispetto al latte e ai formaggi, altre buone fonti di calcio, lo yogurt non contiene il lattosio eliminando i disturbi che lamentano gli intolleranti e per di più risulta essere poco calorico!!!&lt;br /&gt;Altra cosa da non trascurare è che le vitamine del gruppo B, specialmente di B12, fornite dai fermenti lattici, intervengono nel metabolismo cellulare e sono importanti per il corretto funzionamento del sistema nervoso, svolgendo un ‘azione protettiva su fegato e intestino; insomma per chi fa un uso costante di questo alimento sono&lt;br /&gt;numerosi gli effetti positivi sulla propria salute, ecco perché cerco sempre di consigliarne il consumo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto al suo contenuto nutrizionale, questo varia a seconda del tipo di latte utilizzato ed al suo contenuto in grassi;&lt;br /&gt;per 100g di yogurt ottenuto dal latte di vacca intero i valori sono:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carboidrati: 4,6g&lt;br /&gt;Proteine: 3,7g&lt;br /&gt;Grassi: 3,2g&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la presenza di questi e altri elementi come vitamina PP, vitamine del gruppo B e acido pantotenico lo yogurt risulta essere un alimento adatto alla dieta di tutti i giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vanno bene tutti gli yogurt? Anche quelli alla frutta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista nutrizionale il migliore di tutti è sicuramente lo yogurt intero bianco. Gli yogurts alla frutta, sono quasi sempre addizionati di zucchero, che aumentandone notevolmente l’appetibilità ci fa dimenticare quasi del tutto, che incrementiamo anche le calorie!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E gli yogurt probiotici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli yogurt contengono i probiotici, microrganismi &#039;amici&#039; della flora intestinale, tant&#039;è che è a questi che ci riferiamo quando parliamo di lattobacilli e streptococchi fermentanti lo zucchero del latte.&lt;br /&gt;Spesso però le trovare pubblicitarie ci inducono verso una errata informazione, spingendoci a comprare prodotti con le medesime qualità a prezzi assolutamente più ele&lt;img src=&quot;/files/images/yogurt-bianco_250.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 10px;&quot; height=&quot;193&quot; width=&quot;250&quot; /&gt;vati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Qualche curiosità...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il suo nome parrebbe derivare  dalla parola turca &lt;i&gt;yogurmark&lt;/i&gt;, che vuol dire “mescolare con un utensile”  probabilmente in riferimento al metodo di preparazione utilizzato. Se  pensiamo alle sue origini, poi, potremo perderci nella notte dei tempi e  quella dello yogurt più che invenzione si può definire una casuale  scoperta, in quanto, dimenticato in otri ricavati dallo stomaco degli  animali da cui veniva ottenuto, il latte fu trovato cagliato e  inacidito.&lt;br /&gt;Fu il microbiologo russo Ilja Metchnikoff, dell’Istituto  Pasteur di Parigi (premio Nobel nel 1908) a scoprire il lactobacillus  responsabile della fermentazione del lattosio. Il microbiologo attribuì  la longevità delle popolazioni bulgare alla loro alimentazione  prevalentemente a base di latte fermentato e cominciò a farne un uso  smodato, presto imitato da collaboratori e conoscenti. Convinto che il  Lactobacillus fosse essenziale per mantenere la buona salute, persuase  l’imprenditore spagnolo Isaac Carasso a sviluppare tecnologie  industriali per la produzione dello yogurt. Così nel 1919,  l’imprenditore realizzo il primo stabilimento commerciale per la  produzione dello yogurt, e chiamò la sua impresa Danone, nome che porta  tutt’ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Riferimenti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Wikipedia, enciclopedia multimediale libera&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ministero delle attività produttive&lt;br /&gt;La Gastronomia metabolica Nazario Melchionda e Giulietta Tarrini, 2007  Gedit edizioni&lt;/p&gt;
</description>
 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-07-05/quale-yogurt-scegliere#comments</comments>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:39:40 +0200</pubDate>
 <dc:creator>danielapusceddu</dc:creator>
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 <title>Intolleranze e allergie: c&#039;è differenza?</title>
 <link>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-06-18/intolleranze-allergie-c%C3%A8-differenza</link>
 <description>&lt;!--paging_filter--&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/files/images/orzo_100.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;61&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;Sempre piu’ spesso si sente parlare di allergie e intolleranze di tipo alimentare, ma molte volte le due situazioni vengono erroneamente confuse o addirittura sovrapposte.&lt;br /&gt;La maggior parte dei soggetti è in grado di mangiare una estesa varietà di cibi senza alcun problema, tuttavia una piccola parte può presentare, in risposta all’ingestione di determinati alimenti, delle reazioni avverse che possono andare dalla semplice eruzione cutanea fino anche a risposte allergiche di grave entità&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;float:left;margin: 5px;&quot;&gt;
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&lt;p&gt;La reazione negativa al cibo è spesso erroneamente definita allergia alimentare. In molti casi è provocata da altre cause come un’intossicazione alimentare di tipo microbico, un’avversione psicologica al cibo o un’intolleranza ad un determinato ingrediente di un alimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario. Un allergene innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi. Gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno. Le allergie agli alimenti o ai componenti alimentari sono spesso ereditarie &lt;img src=&quot;/files/images/nutrigenetica_250.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin: 5px;&quot; height=&quot;186&quot; width=&quot;250&quot; /&gt;e vengono in genere diagnosticate nei primi anni di vita. L’intolleranza alimentare coinvolge il metabolismo ma non il sistema immunitario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quanto affermato sopra, quindi, la sostanziale distinzione tra le due reazioni è il coinvolgimento o meno del sistema immunitario.&lt;br /&gt;Attualmente la medicina convenzionale ha evidenziato intolleranze solo nei casi del lattosio e del glutine (celiachia). &lt;br /&gt;A tutt&#039;oggi non esiste una causa dimostrata e da tutti accettata sulla natura delle intolleranze e ciò è fonte di gravi contraddizioni e di posizioni scientificamente prive di valore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campo delle intolleranze alimentari è in continua evoluzione e secondo chi opera con le intolleranze, il 40-50% della popolazione ne sarebbe afflitto, secondo la scienza ufficiale non più del 5-10% avrebbe disturbi dovuti alle intolleranze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esistono vari tipi di test che affermano di poter identificare la presenza di intolleranze alimentari, la problematica è che purtroppo ad oggi non esiste ancora nessuna evidenza scientifica sulla reale efficacia di tali metodiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campo di applicazione più  ampio di tali test e quello del dimagrimento: chi lavora nell’ambito delle intolleranze alimentari afferma che esistono certi alimenti che per qualche motivo risultano intolleranti al soggetto e che tendono, assumendoli, a farlo ingrassare. Il discorso qui diventa abbastanza interessante poiché il principio che affermano cerca di “capovolgere” la fisiologia del nostro organismo in quanto:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;abbiamo detto che le intolleranze sono reazioni avverse e che quindi in quanto tali rappresentano per noi un vero e proprio dispendio energetico;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;essendo intolleranti non dovremmo riuscire a digerire l’alimento che quindi non rappresenterebbe piu’ un carico calorico.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Dicendo questo capiamo bene che, quindi, se risultassimo davvero intolleranti a determinati alimenti, per assurdo, dovremmo preferire nella nostra alimentazione, a scopo di perdere peso, proprio tal&lt;img src=&quot;/files/images/intolleranze-alimentari_300.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; height=&quot;199&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;i alimenti e non il contrario come tanto decantato da questi professionisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un ulteriore rischio, che viene molte volte sottovalutato, è che la privazione totale di determinati alimenti o a volte addirittura ti classi di alimenti, a cui in base a questi pseudo-test si risulterebbe essere intolleranti,  esporrebbe il soggetto a delle carenza nutrizionali che in alcuni casi potrebbe sfociare in veri e propri stati patologici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Concludendo, dato che nella quasi totalità questi test vengono effettuati per la voglia di perdere peso, dobbiamo sempre ricordare che per tornare in forma e buttare via i chili di troppo l’unica strada da seguire è la corretta alimentazione e l’attività sportiva e non bisogna mai affidarsi a metodiche e test che non abbiamo dalla loro parte evidenza scientifiche che ne dimostrino la reale efficacia.&lt;/p&gt;
</description>
 <comments>http://www.nutrizioneumana.it/articoli/2010-06-18/intolleranze-allergie-c%C3%A8-differenza#comments</comments>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/articoli">Articoli</category>
 <category domain="http://www.nutrizioneumana.it/argomenti-articoli/alimenti-qualit%C3%A0">Alimenti e qualità</category>
 <pubDate>Fri, 18 Jun 2010 22:05:35 +0200</pubDate>
 <dc:creator>DaniloTrentin</dc:creator>
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